26.02.2026

Capitale Italiana della Cultura 2028: l’audizione decisiva al MiC per la candidatura di Ancona

Momento decisivo per Ancona che ha presentato il dossier "Ancona. Questo Adesso" davanti alla giuria di esperti

Una tappa fondamentale per Ancona nella corsa a Capitale Italiana della Cultura 2028: l’audizione pubblica al Ministero della Cultura, trasmessa in diretta streaming, dove la città ha presentato il suo progetto e risposto alle domande della giuria di esperti.

Giovedì 26 febbraio 2026 Ancona ha sostenuto a Roma l’audizione pubblica presso il Ministero della Cultura, fase cruciale del percorso di selezione. Le presentazioni delle città finaliste si sono svolte nella Sala Spadolini e sono state trasmesse in diretta streaming.

Ogni città ha avuto a disposizione sessanta minuti complessivi: trenta per illustrare il progetto e trenta per rispondere alle domande della Giuria, composta da sette esperti indipendenti.

A sostegno di Ancona in questa giornata importante: il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, la direttrice creativa del dossier Anghela Alò, il Presidente di Anci Marche Marco Fioravanti, la Dirigente Cultura e Turismo Viviana Caravaggi, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, il Presidente di Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, Marche Teatro Ente attuatore del progetto.

Nella seconda parte, dedicata alle domande della commissione su sostenibilità economica, governance, infrastrutture e visione strategica, sono intervenuti anche dirigenti, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni culturali regionali. t

L’audizione si è conclusa con l’intervento del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che ha collocato la candidatura in una prospettiva regionale come investimento strategico per l’intero territorio marchigiano: «La nostra è l’unica regione d’Italia che si declina al plurale. Questo policentrismo rappresenta una ricchezza sulla quale dobbiamo puntare e credere. Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo scelto di rafforzare le Marche attraverso il rilancio del suo capoluogo, delle infrastrutture, dall’aeroporto all’interporto, fino al porto e alla linea Adriatica ferroviaria. Le Marche sono da sempre un confine orientale della penisola, una porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, grazie anche alla posizione baricentrica di Ancona. Che lo è per geografia e per storia. Fondata dai Greci, in una terra già abitata dai Piceni, con il nome di “Ankon”, gomito, per la sua naturale conformazione, è stata poi romana, e ha avuto il suo sviluppo come Repubblica marinara. Ancona è stata crocevia di mercanti e commerci, popoli e culture, presente nel corso della storia. Da qui partiva San Francesco verso la terra Santa e uomini e galee per la Battaglia di Lepanto. Questo patrimonio identitario vive ancora oggi nella nostra vocazione marittima e nella cantieristica, che coinvolge l’intera eccellenza manifatturiera marchigiana: design, meccanica, mobile, tessile, capaci di competere sui mercati mondiali. Ancona ha un patrimonio importantissimo di monumenti, come la Mole Vanvitelliana che rappresentano l’idea di una città che si protende sul mare. È da questa visione che nasce il nostro progetto ambizioso per il nuovo porto, ispirato proprio da Vanvitelli che a sua volta incarnava i principi di Vitruvio, di cui è stata scoperta la Basilica proprio qualche giorno fa a Fano: un’infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana, restituendo spazio alla città e rafforzando la sua funzione internazionale. Ancona scelta come Capitale Italiana della Cultura non sarebbe soltanto un riconoscimento alla sua storia, ma soprattutto un investimento sul futuro: uno stimolo decisivo per rendere questo territorio, così ricco e denso di valori, ancora più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo».

Il vincitore sarà proclamato il 27  marzo 2026.

Ancona candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028: una sfida che coinvolge tutte le Marche

La città di Ancona è tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, uno dei riconoscimenti più prestigiosi assegnati dal Ministero della Cultura alle città capaci di proporre una visione innovativa e sostenibile dello sviluppo culturale. La candidatura del capoluogo marchigiano rappresenta non solo un progetto urbano, ma una strategia territoriale ampia che coinvolge istituzioni, università, imprese e operatori culturali, tra cui un ruolo centrale è svolto da Fondazione Marche Cultura.

“Ancona. Questo Adesso”: identità, mare e innovazione

Il dossier di candidatura, intitolato “Ancona. Questo Adesso”, pone la cultura al centro di un piano di rigenerazione urbana, sociale ed economica, valorizzando la vocazione storica della città come crocevia tra Italia, Balcani e Mediterraneo. Fondata dai Greci e sviluppata attorno a un porto naturale strategico, Ancona costruisce la propria proposta su un’identità profondamente legata al mare e agli scambi culturali.

Il concept si ispira ai versi del poeta anconetano Francesco Scarabicchi e rappresenta un invito a vivere il presente come punto di incontro tra memoria e innovazione. Il logo stesso richiama il promontorio “a gomito” — da cui deriva il nome greco della città, Ankón — proteso sull’Adriatico.

Oltre ottanta progetti per una città in trasformazione

Il programma culturale si articola in quattro macro-aree progettuali:

  • Questo Mare: il porto come spazio culturale e sociale
  • Via Maestra: una rete di luoghi ed eventi che attraversa la città
  • Adesso Parco: integrazione tra paesaggio, natura e cultura
  • Mare Culturale: innovazione, creatività digitale e giovani talenti

Queste linee d’azione includono oltre ottanta progetti originali e site-specific, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, i parchi urbani e gli spazi pubblici attraverso strategie di rigenerazione sostenibile.

Tra le iniziative simbolo spicca il progetto del Museo della Civiltà del Mare Adriatico, affidato alla direzione artistica dello scenografo premio Oscar Dante Ferretti, pensato per raccontare il Mediterraneo adriatico con linguaggi contemporanei e una dimensione internazionale.

Una candidatura partecipata e orientata ai giovani

La proposta di Ancona si distingue anche per il forte coinvolgimento della comunità locale e delle nuove generazioni. Il dossier prevede infatti iniziative formative, residenze artistiche, laboratori digitali e hub culturali per studenti e giovani professionisti, con l’obiettivo di trasformare la città in un polo di innovazione creativa e occupazionale.

Fin dalle fasi preliminari, la candidatura ha incluso processi partecipativi aperti a cittadini e associazioni, riconoscendo la cultura come motore di coesione sociale e sviluppo economico.

Il ruolo di Fondazione Marche Cultura

All’interno di questo percorso, Fondazione Marche Cultura svolge un ruolo di primo piano nel sostenere e promuovere la candidatura, contribuendo alla valorizzazione dell’identità culturale regionale e alla costruzione di una rete tra istituzioni, operatori e imprese creative.

La Fondazione opera come piattaforma strategica per: promuovere il patrimonio culturale delle Marche a livello nazionale e internazionale, favorendo sinergie tra pubblico e privato, sostenendo la produzione culturale contemporanea e rafforzando l’attrattività turistica e creativa del territorio

La candidatura di Ancona rappresenta quindi anche un’occasione per raccontare l’intero sistema culturale marchigiano e la sua capacità di fare rete, in linea con la missione della Fondazione.

Una sfida per tutta la regione

Se Ancona dovesse ottenere il titolo, l’impatto andrebbe ben oltre i confini cittadini, coinvolgendo l’intero territorio marchigiano in un programma pluriennale di eventi, infrastrutture culturali e collaborazioni internazionali.

La Capitale Italiana della Cultura non è infatti solo un riconoscimento simbolico, ma un potente strumento di sviluppo sostenibile, capace di generare turismo, occupazione e innovazione.

In questa prospettiva, la candidatura di Ancona si configura come un progetto condiviso che guarda al futuro della regione, valorizzandone le eccellenze culturali, paesaggistiche e creative.

La gallery completa dell’audizione a Roma

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