Ci sono luoghi capaci di custodire l’anima di un territorio: sono dimore storiche, ville, castelli, complessi architettonici e paesaggistici, giardini e parchi che raccontano la storia di famiglie e intere comunità.
Un patrimonio prezioso e capillare che oggi, per la prima volta, si unisce in una visione sistemica e coordinata: la Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche.
Il progetto, promosso dalla Regione Marche e realizzato da Fondazione Marche Cultura, nasce per mettere a sistema questa eredità culturale eterogenea, rendendola sempre più accessibile, fruibile e riconoscibile su scala nazionale e internazionale.
Un patrimonio in continua crescita
L’iniziativa nasce in attuazione della Legge Regionale 30/2021 per gli interventi di valorizzazione di questi beni, frutto di un percorso sinergico che vede la collaborazione attiva tra istituzioni, proprietari privati e realtà da sempre impegnate nella tutela di questi luoghi, come FAI Marche, ADSI Marche, Italia Nostra e Legambiente.
Concepita come un sistema aperto e dinamico, la Rete si amplierà progressivamente attraverso successive finestre di accreditamento.
Ad oggi conta già 34 luoghi distribuiti sulle cinque province e suddivisi in 5 categorie rappresentative: ville e ville con parchi/giardini, complessi monumentali e architettonico-paesaggistici, parchi e giardini storici, dimore e castelli.
“La Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche nasce dalla volontà di riconoscere, tutelare e valorizzare un patrimonio diffuso che appartiene profondamente alla storia, all’identità e al paesaggio della nostra regione – dichiara il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – Ville, castelli, giardini, dimore e complessi architettonici sono luoghi che raccontano le comunità, le trasformazioni sociali, la cultura del paesaggio e le memorie condivise delle Marche. Metterli in relazione significa renderli più visibili, accessibili e fruibili, esaltandone le specificità. La Rete valorizza le differenze e le inserisce in una narrazione comune, capace di rafforzare il senso di appartenenza, promuovere una fruizione consapevole e sostenibile del patrimonio e generare nuove opportunità culturali, sociali e turistiche per i territori.”
Il racconto digitale e il ruolo di Fondazione Marche Cultura
Conoscere un bene significa spesso incontrarlo per la prima volta attraverso un dettaglio, una suggestione o una storia.
Per questo motivo, da ottobre a dicembre 2026, Fondazione Marche Cultura accompagnerà il pubblico in un percorso editoriale e visivo a tappe, arricchito dai contributi di due importanti testate di settore capaci di uscire dai confini regionali e raggiungere una platea nazionale: Finestre sull’Arte, focalizzata sull’impatto visivo, e Il Giornale dell’Arte, dedicata al valore storico-artistico.
“Il valore della Rete sta nella capacità di trasformare un patrimonio già esistente in un sistema più leggibile, accessibile e condiviso – spiega Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission – La conoscenza è il primo passo della tutela, ma anche il presupposto per una fruizione consapevole e per una promozione capace di raggiungere nuovi pubblici. Attraverso la mappa, le schede, i contenuti editoriali e la collaborazione con le testate nazionali, vogliamo accompagnare il pubblico dentro una storia più ampia: quella di un paesaggio culturale composto da luoghi diversi, ma profondamente connessi. La Rete ne valorizza le specificità e le mette in dialogo, restituendo alle comunità un patrimonio che può diventare risorsa di identità, ospitalità e sviluppo”.
Il racconto social si affianca alla nuova sezione dedicata alla Rete sul portale della Regione Marche, che diventa la piattaforma permanente di consultazione: uno strumento operativo dotato di schede descrittive, gallerie fotografiche e informazioni pratiche per pianificare le visite.
Ogni settimana verrà svelato un nuovo luogo con la sua storia e le sue peculiarità, costruendo una mappa narrativa, passo dopo passo, che invita a conoscere e visitare la Rete.
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