Teatri condominiali dell’Italia centrale patrimonio dell’umanità Unesco

A Busan, in Corea del Sud, la 48° sessione del Comitato UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il sito ‘Il sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale del XVIII e XIX secolo’ promossa dalla Regione Marche, con il coinvolgimento delle Regioni Emilia-Romagna e Umbria

Le Marche raggiungono uno straordinario e unico traguardo nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e architettonico: il riconoscimento Unesco dei Teatri condominiali dell’Italia centrale consacra definitivamente la ‘regione dei teatri’. Un risultato straordinario, frutto di un importantissimo lavoro portato avanti in questi anni, che rappresenta un ulteriore, prestigioso riconoscimento internazionale dell’identità culturale delle Marche.

    “Un motivo di enorme orgoglio, una grandissima emozione e un risultato storico per le Marche e per l’intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale – dichiara il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli – Questo riconoscimento conferma il valore universale di un patrimonio unico al mondo e rafforza l’identità delle Marche come regione dei teatri, territorio nel quale si concentra la maggiore densità di teatri condominiali al mondo. L’iscrizione del sito seriale nella lista a patrimonio mondiale sosterrà l’intera rete regionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la candidatura UNESCO. Oggi scriviamo una pagina storica che nasce da un lungo e rigoroso lavoro istituzionale e che porterà un richiamo internazionale all’intera rete dei teatri storici disseminati nel territorio marchigiano e di conseguenza a tutta la nostra Regione. Un lavoro portato avanti con il supporto prezioso e la sinergia del Ministero della Cultura per il quale mi sento di ringraziare il Ministro Alessandro Giuli e il Governo Meloni che ha sostenuto questa candidatura. Voglio ringraziare anche tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato che rimarrà saldo nella memoria e nel cuore della nostra comunità, a partire dalla struttura regionale e dagli esperti che vi hanno lavorato. Altresì ringrazio il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per il contributo ad un percorso di candidatura che abbiamo avviato all’inizio della scorsa legislatura insieme all’allora Assessore alla cultura Giorgia Latini”.

    Il riconoscimento è avvenuto oggi, domenica 26 luglio, nel corso della 48ª sessione svoltasi a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026, durante la quale è stato ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale ‘Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale’. Per la Regione Marche ha partecipato il Sottosegretario alla Presidenza, Silvia Luconi, insieme alla Dirigente della Direzione Cultura Daniela Tisi. L’Italia con l’iscrizione del sito mantiene così il primato mondiale nella lista rappresentativa dell’UNESCO per il maggior numero di siti iscritti arrivando a 62.

    “Desidero innanzitutto esprimere la mia più profonda gratitudine al Presidente Francesco Acquaroli che mi ha delegata per questo importante momento per la nostra regione. – ha dichiarato il Sottosegretario Silvia Luconi  – Un riconoscimento che valorizza l’intera rete dei teatri marchigiani che scaturisce da un rigoroso percorso di valutazione di un sito seriale sicuramente complesso iniziato nel 2020.

    I teatri all’italiana con le Marche capofila rappresentano la nostra storia, la nostra identità, la testimonianza del valore architettonico racchiuso in luoghi meravigliosi che sono il cuore pulsante delle nostre comunità.

    L’iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di un rinnovato impegno per la tutela, la conservazione e la trasmissione dei valori racchiusi in questo patrimonio diffuso che abbiamo la fortuna di custodire nelle Marche. Un messaggio esce molto forte: quello dell’importanza della cooperazione internazionale, del dialogo tra culture e della responsabilità condivisa nella salvaguardia dei beni che testimoniano la ricchezza e la diversità della nostra civiltà”.

    Le Marche custodiscono una concentrazione di teatri storici unica nel panorama nazionale. Diffusi nei borghi e nelle città della regione, questi edifici furono realizzati tra il XVII e il XIX secolo secondo la peculiare formula del teatro condominiale, finanziato attraverso l’acquisto dei palchi da parte delle famiglie locali. Per secoli hanno rappresentato non solo luoghi di spettacolo e cultura, ma anche motori di sviluppo economico, sociale e identitario delle comunità.

    Nati infatti per mezzo della partecipazione diretta dei cittadini, che ne condividevano proprietà, gestione e fruizione, hanno dato un apporto decisivo alla crescita della vita culturale e sociale dei territori. Costituiscono un patrimonio diffuso, fatto di edifici di raffinata eleganza e di una tradizione civica che ha trasformato il teatro in un elemento distintivo dell’identità delle comunità.

    Il riconoscimento UNESCO costituisce un’opportunità straordinaria sotto molteplici aspetti: rafforza la visibilità internazionale del patrimonio culturale marchigiano, favorisce nuove azioni di tutela e conservazione, incrementa l’attrattività turistica dei territori e promuove attività di ricerca, studio e formazione. Un riconoscimento che valorizza che l’intera rete dei teatri storici delle Marche, consolidando il ruolo della regione come uno dei più importanti paesaggi culturali europei dedicati all’arte teatrale.

    Con questo traguardo, le Marche vedono riconosciuta a livello internazionale una tradizione che da oltre tre secoli vive grazie all’impegno delle comunità locali, delle amministrazioni, delle istituzioni culturali e di tutti coloro che hanno contribuito a preservare e tramandare la magia del teatro come patrimonio vivo, condiviso e identitario.

    La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio UNESCO. Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell’Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha curato i rapporti con l’UNESCO. 

    Musei e Luoghi della Cultura per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale

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