07.02.2024

Giorno del Ricordo: all’IC Betti di Fermo il secondo premio per il concorso nazionale rivolto alle scuole

Nel ventesimo anniversario della legge dello Stato che l’ha istituito, “Il Giorno del ricordo” è stato celebrato dal Consiglio regionale con una seduta aperta dedicata alle vittime delle foibe e dell’esodo dal confine orientale. In Aula testimonianze, poesie e musica per ricordare la storia delle terre giuliano-fiumano-dalmate e istriane. All’IC “Betti” di Fermo il secondo premio per il Concorso nazionale “10 Febbraio” indetto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il 9 febbraio, i ragazzi della classe 2^ B della Scuola secondaria di I grado, presenteranno il loro lavoro al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il tema della quattordicesima edizione del concorso, “Un mondo e un passato. Storie dai luoghi di origine degli esuli giuliano-fiumano-dalmati“, è stato sviluppato e presentato in Aula dagli studenti attraverso video, testimonianze, poesie, musiche. Due le scuole presenti: l’Istituto Comprensivo “Egisto Paladini” di Treia (Mc), con la 2^ A della Scuola secondaria di primo grado e l’Istituto Comprensivo “UGO BETTI” di Fermo, con la Classe 2^ B della Scuola Secondaria di primo grado.

In apertura della celebrazione il Presidente Dino Latini, rivolgendosi alle studentesse e agli studenti presenti in Aula, ha definito queste giornate “preziose occasioni per riflettere su un passato che alcuni vorrebbero coprire, nascondere, mettere da parte e che invece siamo, oggi più che mai, chiamati a ricordare, volgendo non solo lo sguardo, ma anche il nostro cuore, al presente e ai tanti genocidi della storia, e al pericolo attuale e concreto di un’escalation di odio incontrollato”.

Le parole più utilizzate “confine, esilio, nostalgia, silenzio, violenze”, le stesse ricorrenti nei contributi dei rappresentanti delle associazioni degli esuli, che hanno descritto la complessità di una pagina di storia a lungo tempo taciuta e nella quale le Marche hanno confermato la tradizione di terra accogliente.

“Come ha osservato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “quella delle foibe è una pagina strappata per troppo tempo dal libro della storia”. È quindi doveroso – commenta il presidente della Fondazione Marche Cultura, Andrea Agostini – che istituzioni e mondo dell’istruzione si impegnino a preservare il ricordo di quei fatti drammatici. Lodevole, quindi, l’iniziativa del Consiglio regionale delle Marche con le scolaresche. Un plauso particolare alla 2a B della scuola Betti di Fermo, per l’eccellente lavoro che ha meritato questo prestigioso riconoscimento, mettendo insieme ricerca storica ed un sapiente uso delle nuove tecnologie. Sono certo che incontrare il Capo dello Stato sarà un’esperienza indimenticabile per i ragazzi“.

Sono intervenuti Orazio Zanetti Monterubbianesi, Presidente Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Marche sud, delegato dal Presidente Anvgd Comitato provinciale di Ancona Franco Rismondo, del quale ha letto il messaggio, ed Elisabetta Sabatini, Vicepresidente Anvgd Marche sud. Ultimo intervento quello di Emanuele Piloni, coordinatore regionale per le Marche dell’Unione degli Istriani. Le conclusioni, dopo il saluto del Presidente Acquaroli impossibilitato a partecipare, come comunicato dal Presidente Latini, sono state affidate all’assessore alla cultura Chiara Biondi. Nel corso della seduta contributi musicali dei violinisti Marco Santini e Valentino Alessandrini, e dell’organista Ivano Giampieri.

Il secondo premio del concorso nazionale all’IC Betti di Fermo

Quest’anno tra le classi vincitrici la 2^ B della Scuola media dell’ Istituto Comprensivo “Ugo Betti” di Fermo, che il prossimo 9 febbraio sarà al Quirinale per ricevere dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il secondo premio.

“Siamo molto felici di questo riconoscimento – ha commentato Anna Maria Isidori, dirigente scolastica dell’IC Betti di Fermo. Il nostro è un istituto storico che da sempre lavora tra tradizione e innovazione e che concepisce le discipline come strumenti di lettura della realtà. Credo che la storia sia un veicolo importante in questo senso perché, attraverso il metodo della ricerca, puntualmente adottato dai nostri docenti, i ragazzi hanno la possibilità di approfondire utilizzando testimonianze, fonti e documenti; potendo esercitare, in questo modo, il loro pensiero critico”.

“Con i ragazzi abbiamo creduto sin da subito in questo progetto che va oltre ogni contrapposizione e valorizza l’umanità che c’è dietro – ha affermato la Professoressa Ilenia Achilli, coordinatrice dei lavori. Quest’anno il bando del concorso “10 febbraio” del Ministero proponeva di ricostruire quel mondo e quel passato che appartiene a quelle terre così difficili dell’Adriatico Orientale. Terre che in qualche modo sono uscite dalla geografia e dalla storia nazionale italiana e di cui abbiamo cercato di valorizzare il patrimonio individuale e collettivo portato dagli esuli nel loro trasferimento, ascoltando le loro testimonianze e quelle dei loro discendenti”.

“Il nostro progetto – continua la professoressa Achilli – si intitola “Alea iacta est” (Il dado è tratto) per far riferimento alle conseguenze dei trattati internazionali: dal Trattato di Parigi del ‘47 al Memorandum di Londra del ‘54 fino al Trattato di Osimo del ‘75. Oltre a tutto questo, resta ciò che è invisibile ma essenziale: i ricordi e le testimonianze degli esuli con i quali abbiamo coniugato tradizione e innovazione. La seconda parte del lavoro si intitola proprio “L’essenziale è invisibile agli occhi” ed ha approfondito la ricerca storica valorizzandola attraverso un’implementazione digitale. Ha visto infatti la costruzione di un “merge cube” in realtà aumentata da aprire attraverso un QrCode e contenente uno scrigno dei ricordi”.

“Per me è un onore essere qui – afferma Valeria Scatasta, alunna della classe IIB dell’IC Betti di Fermo nonché nostra giovanissima book influencer, curatrice della rubrica “L’angolo dei Libri” di Fondazione Marche Cultura. È un onore aver partecipato a questo progetto insieme alla mia classe e ai miei docenti. Un progetto che ci ha fatto scoprire un pezzo di storia italiana sconosciuta ai più e che ci ha fatto conoscere meglio queste terre che ora sono diventate a noi care. Ci siamo impegnati molto e penso davvero che ne sia valsa la pena perché all’interno del merge cube abbiamo messo in evidenza il vissuto degli esuli cercando di rendere visibile quello che in realtà è invisibile: i ricordi di tanta gente che in questo modo non verranno mai cancellati”.

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