Dall'8 al 10 maggio torna il festival che unisce filosofia, musica e cultura pop
È “Melancholia” il tema scelto per l’edizione 2026 di Popsophia, il festival diretto da Lucrezia Ercoli che torna ad Ancona con il suo format originale capace di unire filosofia, musica, spettacolo e cultura pop. Il festival si svolgerà dall’8 al 10 maggio tra il Teatro delle Muse, il Teatro Ridotto e la Pinacoteca Comunale Podesti, trasformando la città in un laboratorio culturale dedicato alla riflessione sulle emozioni e le fragilità del contemporaneo.
Nel cammino verso Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, la città rafforza la sua identità come laboratorio culturale contemporaneo anche grazie a Popsophia che con l’edizione 2026, patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura, traccia una nuova tappa in questo percorso, dando forma e profondità al racconto culturale che condurrà al 2028, scegliendo di interrogare una delle emozioni più profonde e ambigue del presente.
«Popsophia 2026 rappresenta per Ancona un appuntamento di grande valore culturale e strategico, capace di rafforzare la visibilità della città su scala regionale e nazionale – ha detto il Sindaco di Ancona Daniele Silvetti– Eventi di questa qualità contribuiscono non solo ad arricchire la programmazione, ma anche ad aumentare l’attrattività turistica di Ancona, intercettando nuovi pubblici e generando attenzione mediatica».
“Melancholia”: la filosofia esplora la tristezza del nostro tempo
Dal mito della “bile nera” degli antichi fino ai “sad content” dei social: la malinconia diventa la lente filosofica per leggere il presente. Il tema della Melancholia attraversa tutta la storia del pensiero occidentale, già Aristotele collegava la “bile nera” alla personalità dei grandi uomini, mentre il Rinascimento e il Romanticismo hanno trasformato la malinconia in cifra del genio creativo. Oggi questa emozione assume nuove forme e nuovi linguaggi nella cultura contemporanea.
«Da semplice stato d’animo la Melancholia può trasformarsi anche in una condizione che paralizza la vita e che sfiora i confini clinici della depressione – spiega la direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli–. La malinconia non è soltanto una malattia dell’anima, ma diventa anche una sensibilità critica: uno sguardo capace di interrogare le fragilità individuali e collettive del nostro tempo e di trasformarle in immaginario, estetica e racconto condiviso».
Le piattaforme digitali amplificano e spettacolarizzano la tristezza, mentre l’immaginario della cultura pop, dalla musica trap al meme, dalle serie tv fino all’estetica dark dei videogiochi, trasforma la malinconia in un linguaggio comune.
Un festival diffuso nei luoghi simbolo della città
Popsophia 2026 si svolgerà dall’8 al 10 maggio in alcune delle location più rappresentative di Ancona: il Teatro delle Muse, il Teatro Ridotto e la Pinacoteca Comunale Podesti.
Per la prima volta il festival si espande ulteriormente nello spazio urbano, coinvolgendo diversi luoghi culturali e ampliando accessibilità e inclusione. Tra le novità, anche una mostra immersiva ospitata in Pinacoteca, pensata per offrire un’esperienza ancora più coinvolgente.
Da quest’anno il festival si apre ancora di più alla città: non vive solo nel teatro, ma coinvolge anche altri luoghi culturali, a partire dalla Pinacoteca, dove sarà ospitata la mostra immersiva – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi– È un passaggio importante perché amplia i pubblici, rafforza accessibilità, inclusione e mobilità culturale, e mette in relazione spazi, persone e visioni. È significativo, inoltre, che Popsophia abbia presentato una propria progettualità anche in vista del 2028, contribuendo così a rendere sempre più concreto e condivisa la collaborazione intrapresa».
Teatro delle Muse di Ancona
I philoshow: cuore pulsante del festival
Elemento distintivo di Popsophia sono i philoshow, spettacoli che uniscono filosofia, musica dal vivo e narrazione multimediale. La serata inaugurale di venerdì 8 maggio è una Ouverture filosofico musicale che celebra il centenario della nascita di due miti del jazz, Miles Davis e John Coltrane che, più di altri, hanno trasformato la malinconia in linguaggio musicale. A guidare questo viaggio saranno i filosofi e musicologi Massimo Donà e Giacomo Fronzi, accompagnati dalle improvvisazioni del Factory Jazz Quintet e da struggenti montaggi cinematografici.
Sabato 9 maggio al Teatro delle Muse andrà in scena Anima fragile. Filosofia di Vasco Rossi, spettacolo dedicato alla poetica malinconica del rocker di Zocca. Un viaggio tra i testi più esistenziali del Blasco che arrivano fino al nichilismo. A guidare questo viaggio questo percorso sarà il giornalista Leo Turrini.
La chiusura del festival, domenica 10 maggio, verrà affidata al philoshow Tristezza per favore vai via. Mina, Vanoni e la malinconia, due grandi voci della canzone italiana che hanno trasformato la malinconia in arte e racconto emotivo. Ospite dello spettacolo la filosofa e scrittrice dei sentimenti Ilaria Gaspari.
La grafica dell’edizione 2026
L’immagine dell’edizione 2026 di Popsophia è affidata a una scultura dell’artista Paolo Delle Monache. Per il secondo anno consecutivo Popsophia gode del Patrocinio del Ministero della Cultura, accordato ad iniziative di particolare pregio e meritevoli sul piano culturale a livello nazionale ed internazionale.
Come partecipare
Le prenotazioni apriranno a breve, con una formula rinnovata rispetto al passato: metà dei posti potrà essere riservata in anticipo con la prenotazione, per chi desidera assicurarsi la presenza, mentre l’altra metà resterà a ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso sarà gratuito per tutti.
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È “Melancholia” il tema scelto per l’edizione 2026 di Popsophia, il festival diretto da Lucrezia Ercoli che torna ad Ancona con il suo format originale capace di unire filosofia, musica, spettacolo e cultura pop. Il festival si svolgerà dall’8 al 10 maggio tra il Teatro delle Muse, il Teatro Ridotto e la Pinacoteca Comunale Podesti, trasformando la città in un laboratorio culturale dedicato alla riflessione sulle emozioni e le fragilità del contemporaneo.
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