Il 9 aprile a Palazzo Gradari, confronto tra prospettive nazionali ed esperienze dalle Marche
Come stanno cambiando i musei nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale? A questa domanda risponde l’incontro “Come il digitale e l’IA stanno cambiando i musei. Prospettive nazionali ed esperienze dalle Marche”, in programma il 9 aprile 2026 a Palazzo Gradari di Pesaro. Un appuntamento pensato per approfondire le opportunità in termini di digitale e valorizzazione del patrimonio, attraverso il coinvolgimento dei pubblici.
Un momento di confronto dedicato a istituzioni culturali, professionisti e professioniste del settore, personale delle pubbliche amministrazioni, studenti e ricercatori, per capire come tecnologie digitali e intelligenza artificiale possano migliorare il coinvolgimento dei pubblici nei musei e nei luoghi della cultura.
Come il digitale e l’IA stanno cambiando i musei. Prospettive nazionali ed esperienze dalle Marche è organizzato dall’Hub Emilia-Romagna e MarchediDicolab. Cultura al digitale, con il patrocinio di ICOM Italia, Fondazione Marche Cultura e Comune di Pesaro, con il supporto di ICOM Coordinamento Regionale delle Marche.
Dicolab e la trasformazione digitale della cultura
Durante l’evento sarà presentato il progetto Dicolab. Cultura al digitale, il sistema formativo dedicato alla trasformazione digitale del patrimonio culturale. Promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library, nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU; l’HUB Emilia-Romagna e Marche gestito da G-Lab S.r.l. Impresa Sociale con Fondazione Golinelli, BAM! Strategie Culturali e Sineglossa. Verrà anche illustrato il programma di corsi gratuiti in partenza a Pesaro.
Nuove prospettive nazionali e best practice marchigiane
Il programma mette in dialogo le nuove prospettive nazionali e le esperienze sviluppate nel territorio marchigiano. Interverrà Giovanna Cipolla della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, che presenterà i risultati dell’indagine “Nuove tecnologie per la mediazione del patrimonio”, promossa nell’ambito del programma Dicolab. Cultura al digitale.
Alessia Tripaldi, direttrice formazione e ricerca di Sineglossa, presenterà invece “AI COMPASS per il patrimonio culturale: riflessioni per un’adozione consapevole dell’IA generativa”, nuova pubblicazione esito di una ricerca condotta da Sineglossa e Università di Torino.
Nel corso dell’incontro Concetta Ferrara di ICOM Marche illustrerà i risultati della call “Soluzioni digitali per la valorizzazione del patrimonio culturale ai fini di audience engagement”, promossa da Sineglossa, ICOM Marche e Fondazione Marche Cultura e rivolta a musei e reti museali del territorio.
Saranno inoltre presentate due best practices marchigiane di innovazione digitale emerse dalla call:
Digital Splash, esperienza di realtà aumentata sviluppata dal Museo del Mare di San Benedetto del Tronto, presentata da Agustina Micaela Medrano e Francesca Vitelli;
Digital Splash, foto Museo del Mare di San Benedetto del Tronto
Tiziano tangibile: la Pala Gozzi, la celebre opera pittorica conservata presso la Pinacoteca Civica di Ancona tradotta in una installazione prevalentemente tattile realizzata dal Mindful Artificial Intelligence Innovation for Digital Heritage Laboratory del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile Architettura – DICEA dell’Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con ABA Roma. Presenta Ramona Quattrini (professoressa associata e vicedirettrice del DICEA – UNIVPM)
Macerata celebra i 350 anni dalla prima esposizione pubblica dell’età moderna con “Expositio Mundi – La mostra come medium”, un grande progetto espositivo diffuso che trasforma la città in un museo a cielo aperto. Patrocinata da Fondazione Marche Cultura, l'iniziativa unisce Palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e la Biblioteca Mozzi Borgetti in un unico affascinante racconto tra storia, arte e territorio, partendo dalla rivoluzionaria intuizione del marchigiano Giuseppe Ghezzi.
"Interni sottovoce. Katy Castellucci a Roma" è il titolo della nuova mostra estiva del Museo Palazzo Ricci che dal 9 luglio al 13 settembre 2026 accende i riflettori su Katy Castellucci, figura di spicco della Scuola Romana e protagonista di un capitolo fondamentale dell’arte italiana del Novecento. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio Macerata e organizzata dalla Fondazione Carima Arte e Cultura con la collaborazione dell’Archivio Katy Castellucci di Roma e patrocinata dalla Città di Macerata e dalla Fondazione Marche Cultura. Una selezione di circa cinquanta opere tra dipinti e disegni che offre un viaggio immersivo nella poetica di Katy Castellucci.
La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva al Teatro Ventidio Basso dall'8 al 10 luglio 2026 per la sua 27ª edizione dedicata al tema "Il desiderio e la legge". Tre appuntamenti imperdibili che faranno dialogare le arti, tra musica, teatro e cinema, con grandi ospiti del panorama nazionale. Attraverso un percorso che attraversa 18 città con 60 appuntamenti, la rassegna si conferma un laboratorio culturale capace di mettere in dialogo pubblici e discipline diversi, restituendo uno sguardo sempre contemporaneo sul presente.
Una giornata dedicata alla scoperta di Sassoferrato e Cabernardi accompagnerà il pubblico in un percorso tra storia, cultura e memoria del lavoro. Dalle testimonianze medievali del borgo ai luoghi simbolo dell'archeologia industriale della Miniera di Zolfo, il programma si concluderà con un omaggio cinematografico alla vicenda dei "Sepolti Vivi" attraverso la proiezione restaurata di Pane e Zolfo di Gillo Pontecorvo, valorizzando il patrimonio culturale e l'identità delle comunità marchigiane.
Dal 3 al 5 luglio 2026 Ascoli Piceno ospita la sesta edizione del Festival del Reportage, organizzata dall’Associazione FaRe Fabbrica del Reportage con la direzione artistica di Ignacio Maria Coccia e il patrocinio di Fondazione Marche Cultura. Incontri sul fotogiornalismo, workshop, mostre ed eventi speciali con professionisti che producono quasi in controcorrente rispetto al mercato editoriale, nella convinzione che il reportage rimane lo strumento indispensabile per misurare con profondità e ampiezza di sguardo i fenomeni sociali e politici del nostro tempo.