Cingoli celebra il titolo di Borgo dei Borghi 2026 e inaugura la Ciclovia delle Marche
La Regione si racconta tra identità e futuro
Riflettori nazionali puntati su Cingoli, cuore pulsante della bellezza marchigiana, per la cerimonia ufficiale di consegna del titolo di “Borgo dei Borghi 2026” e per l’inaugurazione della Ciclovia dei Borghi più belli d’Italia nelle Marche.
Una emozionante giornata che ha unito identità, innovazione e visione, trasformando uno dei centri più iconici della regione in punto di partenza di una nuova narrazione del territorio.
Nella centrale Piazza Vittorio Emanuele II si è svolta, sabato 13 giugno, una cerimonia sentita e partecipata da autorità, cittadini e visitatori. L’evento ha celebrato non solo il prestigioso riconoscimento assegnato a Cingoli, ma anche l’inaugurazione di una nuova infrastruttura strategica, progettata per ridefinire l’esperienza turistica dell’intero territorio regionale.
«Cingoli è orgogliosa di ospitare questi due importanti momenti – ha detto il sindaco di Cingoli Michele Vittori –. La celebrazione del titolo di Borgo dei Borghi 2026 e l’inaugurazione della ciclovia, progetto che ha visto il Comune di Cingoli nel ruolo di capofila, rappresentano un’occasione straordinaria per valorizzare il nostro territorio e le sue eccellenze. Due traguardi che testimoniano la capacità di fare rete edi promuovere uno sviluppo sostenibile dell’intera area».
Il titolo Borgo dei Borghi 2026
Cingoli ha conquistato il titolo di Borgo dei Borghi 2026 grazie ai voti del grande pubblico della tredicesima edizione del prestigioso programma di Rai 3, “Il Borgo dei Borghi” spin off della trasmissione “Kilimangiaro” in onda su Rai 3.
«Una puntata che è stata seguita da 1 milione e 200 mila telespettatori» ha sottolineato Gianni Orazi produttore del programma.
L’Ass. alla Cultura Cristiana Nardi, il produttore Gianni Orazi, il Sindaco Michele Vittori e la produzione del programma Rai
Il vicesindaco Salvatore Partenope e il Sindaco Michele Vittori
Tra i momenti piu emozionanti il passaggio di consegne del prestigioso titolo da parte di Salvatore Partenope, vicesindaco di Militello in Val di Catania detentore del titolo 2025 al sindaco di Cingoli Michele Vittori.
Oltre 1.100 chilometri tra mare e Appennini
La Ciclovia dei Borghi più belli d’Italia delle Marche si sviluppa lungo oltre 1.100 chilometri, articolati in cinque itinerari – uno per provincia – che attraversano 33 borghi, collegando il mare agli Appennini attraverso percorsi a basso traffico e ad alto valore paesaggistico.
«La Ciclovia dei Borghi più belli d’Italia rappresenta una nuova e strategica infrastruttura che abbiamo realizzato per coniugare mobilità sostenibile, innovazione e valorizzazione diffusa del territorio. – Ha dichiarato l’Assessore alle Infrastrutture della Regione Marche Francesco Baldelli –Un progetto che rafforza l’attrattività della regione e genera nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali, mettendo in rete 33 borghi e collegando il mare agli Appennini attraverso itinerari di grande valore paesaggistico e culturale. In questo contesto si inserisce il riconoscimento ottenuto da Cingoli che rappresenta per le Marche un motivo di grande orgoglio e premia sia la bellezza di uno dei nostri borghi simbolo sia l’identità, la qualità e l’autenticità dell’intero territorio».
Il taglio del nastro e l’inaugurazione della ciclovia
Promossa dall’Associazione dei Borghi più belli d’Italia nelle Marche e sostenuta dalla Regione Marche, la ciclovia rappresenta molto più di un tracciato: è un sistema integrato che unisce mobilità dolce, valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico e innovazione tecnologica dei 33 borghi marchigiani.
I borghi coinvolti sono: Arcevia, Cingoli, Corinaldo, Esanatoglia, Fiorenzuola di Focara, Frontino, Gradara, Grottammare, Macerata Feltria, Mercatello sul Metauro, Mondavio, Mondolfo, Monte Grimano Terme, Montecassiano, Montecosaro, Montefabbri, Montefiore dell’Aso, Montelupone, Monteprandone, Moresco, Morro d’Alba, Offagna, Offida, Petritoli, Pergola, Ripatransone, San Ginesio, Sarnano, Sassoferrato, Servigliano, Torre di Palme, Treia, Visso.
Tecnologia e servizi per i cicloturisti
La Ciclovia dei Borghi più belli d’Italia delle Marche è una infrastruttura pensata per orientare, connettere e rendere accessibile il territorio, grazie a una rete diffusa di totem informativi, colonnine di ricarica per e-bike e una piattaforma digitale consultabile senza installazioni.
«L’infrastruttura rappresenta un passaggio importante verso una nuova modalità di vivere e raccontare le Marche – spiega Lorena Varani presidente regionale dell’associazione Borghi più belli d’Italia –. Un ringraziamento particolare va alla Regione Marche, che ha creduto e sostenuto una visione capace di mettere a sistema borghi, paesaggi e comunità».
Foto di Nex.ma
Le Marche modello virtuoso di valorizzazione culturale
Inaugurato anche il nuovo allestimento della celebre opera di Lorenzo Lotto la Madonna del Rosario nella Sala degli Stemmi del Palazzo comunale, un capolavoro, simbolo identitario della città, tra le opere più significative conservate nelle Marche.
La Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto – Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale di Cingoli
Tra i presenti alla cerimonia anche Fiorello Primi, presidente dell’associazione “I Borghi più belli d’Italia”, che ha evidenziato come le Marche rappresentino un modello virtuoso a livello nazionale, capace di fare da apripista su molteplici fronti grazie a un’attività dinamica, innovativa e costantemente proiettata alla valorizzazione del territorio.
«Questa giornata interpreta perfettamente le nuove traiettorie del turismo contemporaneo – ha concluso Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura –. La ciclovia e il sistema di valorizzazione dei borghi diventano strumenti fondamentali per promuovere un turismo esperienziale, autentico e sostenibile, capace di raccontare le Marche attraverso le sue comunità, i suoi paesaggi e le sue eccellenze».
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"Interni sottovoce. Katy Castellucci a Roma" è il titolo della nuova mostra estiva del Museo Palazzo Ricci che dal 9 luglio al 13 settembre 2026 accende i riflettori su Katy Castellucci, figura di spicco della Scuola Romana e protagonista di un capitolo fondamentale dell’arte italiana del Novecento. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio Macerata e organizzata dalla Fondazione Carima Arte e Cultura con la collaborazione dell’Archivio Katy Castellucci di Roma e patrocinata dalla Città di Macerata e dalla Fondazione Marche Cultura. Una selezione di circa cinquanta opere tra dipinti e disegni che offre un viaggio immersivo nella poetica di Katy Castellucci.
La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva al Teatro Ventidio Basso dall'8 al 10 luglio 2026 per la sua 27ª edizione dedicata al tema "Il desiderio e la legge". Tre appuntamenti imperdibili che faranno dialogare le arti, tra musica, teatro e cinema, con grandi ospiti del panorama nazionale. Attraverso un percorso che attraversa 18 città con 60 appuntamenti, la rassegna si conferma un laboratorio culturale capace di mettere in dialogo pubblici e discipline diversi, restituendo uno sguardo sempre contemporaneo sul presente.
Una giornata dedicata alla scoperta di Sassoferrato e Cabernardi accompagnerà il pubblico in un percorso tra storia, cultura e memoria del lavoro. Dalle testimonianze medievali del borgo ai luoghi simbolo dell'archeologia industriale della Miniera di Zolfo, il programma si concluderà con un omaggio cinematografico alla vicenda dei "Sepolti Vivi" attraverso la proiezione restaurata di Pane e Zolfo di Gillo Pontecorvo, valorizzando il patrimonio culturale e l'identità delle comunità marchigiane.
Dal 3 al 5 luglio 2026 Ascoli Piceno ospita la sesta edizione del Festival del Reportage, organizzata dall’Associazione FaRe Fabbrica del Reportage con la direzione artistica di Ignacio Maria Coccia e il patrocinio di Fondazione Marche Cultura. Incontri sul fotogiornalismo, workshop, mostre ed eventi speciali con professionisti che producono quasi in controcorrente rispetto al mercato editoriale, nella convinzione che il reportage rimane lo strumento indispensabile per misurare con profondità e ampiezza di sguardo i fenomeni sociali e politici del nostro tempo.