“In viaggio con i guerrieri di Cagli” si aggiudica il Premio Inclusione 3.0 dell’UniMc

Fondazione Marche Cultura in qualità di soggetto capofila di Next Museum ha ritirato il premio Nazionale Inclusione 3.0 dell’Università di Macerata con il progetto “In viaggio con i Guerrieri di Cagli”, un percorso accessibile e inclusivo del Museo Archeologico e della Via Flaminia di Cagli. Questa importante esperienza di digitalizzazione dei beni culturali affiancata alle possibilità di inclusione e partecipazione è stata premiata nella sezione “Arte, danza e musica”. Il Premio Inclusione 3.0 che vede protagoniste le tante vie dell’inclusione: dall’arte, allo sport, alle nuove tecnologie ha visto 23 progetti premiati da tutta Italia, di cui sette marchigiani.

Nel suggestivo scenario del Teatro Lauro Rossi di Macerata si è svolta sabato 23 marzo 2024 la settima edizione del Premio Inclusione 3.0, un punto di riferimento per la valorizzazione di realtà che mettono in pratica percorsi e progetti di inclusione. Delle 73 domande pervenute, 23 sono stati i premiati. Fra questi un progetto di digitalizzazione di beni culturali facente capo a Fondazione Marche Cultura dal titolo “In viaggio con i guerrieri di Cagli”.

Questa è la motivazione legata al conferimento del premio ritirato dal presidente di Fondazione Marche Cultura, Andrea Agostini e dalla direttrice del Museo Archeologico e della Via Flaminia di Cagli, Federica Galazzi: “Il progetto testimonia un’importante esperienza di creazione di valore nel territorio locale, in cui la digitalizzazione dei beni culturali è affiancata da un attento sguardo alle possibilità di partecipazione ed inclusione che questi offrono. In questa direzione, il progetto propone un percorso accessibile e inclusivo per visitatori con e senza disabilità fisiche e sensoriali, servendosi di riproduzioni tattili, narrazioni audio, virtual tour ed un tavolo interattivo dove è possibile conoscere la storia degli artefatti. Per tali motivazioni, si conferisce il “Premio Nazionale Inclusione 3.0”.

“Siamo profondamente orgogliosi di Next Musem – afferma Andrea Agostini, presidente di FMC – un’iniziativa moderna, ambiziosa, di respiro europeo, che ha coinvolto numerosi partner, dai Comuni agli istituti culturali, a soggetti sia pubblici che privati. Siamo spesso abituati a raccontare le Marche come una terra caratterizzata da un pronunciato campanilismo, che non riesce a far rete. Questa progettualità dimostra l’esatto contrario. Si possono attuare percorsi innovativi, inclusivi, sorprendenti e capaci di far dialogare e cooperare molteplici attori. Ringrazio Daisy De Nardis, che ha coordinato in modo eccellente i lavori. La digitalizzazione è una strada cruciale per valorizzare il patrimonio museale, soprattutto per quelle piccole e medie realtà che caratterizzano la nostra regione. All’interno di questo progetto, quello del Museo archeologico di Cagli è un caso esemplare, perché ha saputo valorizzare la storia di una comunità, ha riportato virtualmente nel loro territorio i 12 bronzetti e promosso l’accessibilità, permettendo la fruizione di queste opere anche a persone con disabilità sensoriale. Questa esperienza ha aperto una strada da raccontare e soprattutto replicare per valorizzare i tanti tesori che le nostre Marche hanno da offrire”.

Il progetto pilota di Next-Museum “In viaggio con i guerrieri di Cagli” al Museo Archeologico e della Via Flaminia di Cagli

Si tratta dell’output finale del progetto europeo Erasmus+ Next-Museum, volto a favorire nei piccoli e medi musei l’utilizzo di strumenti digitali in diversi ambiti del settore, dalla gestione alla promozione culturale fino alle esperienze di fruizione nel museo, attraverso la nuova figura del Curatore Digitale. 

Con capofila Fondazione Marche Cultura – settore Musei e Luoghi della Cultura coordinato da Daisy De Nardis, il progetto ha coinvolto quattro nazioni: Italia, Grecia, Croazia e Spagna, e un vasto partenariato italiano costituito da Università Politecnica delle Marche e ICOM Italia, con la partecipazione del Comune di Cagli e Museo Archeologico e della Via Flaminia di Cagli, Museo Archeologico Nazionale delle Marche e Museo Tattile Statale Omero (Direzione regionale Musei Marche), Comune di Fano e Confcommercio di Pesaro e Urbino – Marche Nord.

Concepito come un progetto destinato a tutta la regione e per tutti i pubblici possibili, il progetto rappresenta sicuramente per le Marche un caso studio sulla digitalizzazione dei musei.

Hanno partecipato 11 partner, 15 istituti culturali di 7 comuni di tutte le province marchigiane e la Community museale marchigiana, oltre ad altri soggetti pubblici e privati interessati, con circa 200 professionisti che hanno seguito le attività lungo tutto il percorso.

Partendo dal recupero dell’identità museale in relazione al territorio, si è progettato un allestimento digitale per “riportare” a Cagli i 12 bronzetti oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona, con l’obiettivo di coinvolgere i giovani nella scoperta e promozione del patrimonio, rendere il museo più accessibile, favorire un dialogo profondo tra museo e comunità locale e approfondire il tema della storia locale.

Grazie a fedeli repliche in resina dei 12 bronzetti, i guerrieri, esplorabili tattilmente, sono accompagnati da didascalie in italiano e inglese e trascritte in Braille. Un tavolo interattivo, prodotto dalla ditta cagliese STARK, è dotato di due pedine colorate a forma di guerriero da muovere tra le tappe per attivare la narrazione video della loro storia (con sottotitoli sia in italiano che in inglese). Il video in motion graphic “Sulle tracce dei guerrieri di Cagli” è stato realizzato da Andrea Pietrella e doppiato in italiano da Fabio Mammarella, ed è fruibile esclusivamente nel Museo di Cagli.

Premio Inclusione 3.0 promosso dall’Università di Macerata

La manifestazione ha chiuso la Settimana dell’inclusione, “una settimana identitaria per noi – ha sottolineato il rettore John Mc Courtche cresce ogni anno. Oggi non abbiamo premiato dei singoli, ma tanti soggetti impegnati ogni giorno per rendere la vita migliore attraverso il lavoro di squadra. E’ un’iniezione di positività di cui abbiamo bisogno”. A gremire il teatro, anche gli studenti dei corsi di specializzazione sul sostegno. Futuri insegnanti – ha notato la prorettrice di Unimc e presidente della Sipes Catia Giaconiper i quali è importante confrontarsi con realtà che possano ispirarli nei loro percorsi formativi”. Formidabile il gruppo dell’Ente nazionale sordi che tradotto le canzoni di intermezzo dal palco.

Tra i premiati c’era anche il Comune di Macerata, rappresentata dalla vicesindaco e assessora alle politiche sociali Francesca D’Alessandro accompagnata dal registra Leonardo Accattoli, per l’impegno in tante iniziative di supporto a tutta la cittadinanza, in particolare attraverso il progetto In-Opera.

Quattro sono stati i premi speciali, assegnati a progetti che utilizzano i linguaggi dei social, la recitazione o lo sport. Come “The Deaf Soul”, una community Instagram che racconta il mondo della sordità; “Teatro a rotelle”, gruppo studentesco di recitazione dell’Università di Verona, che affronta anche pregiudizi e stereotipi; “Pepe, Zenzero e Cannella”, docufilm realizzato dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti e dall’Istituto per la ricerca la formazione e la riabilitazione di Ancona, che ha coinvolto attori, vedenti e non vedenti, dai 20 agli 80 anni; il format di eventi “Ognuno a modo suo. Sport senza barriere“, promosso da Tetrabondi onlus di Roma per trasformare lo spazio urbano in un ambiente inclusivo.

Premiati per l’inclusione scolastica: “Winter Talent Camp” dell’Università del Salento, un modello di inclusione culturale e sociale per bambini plusdotati; “We are talking the world” dell’Istituto Petrucci Montecastrilli in provincia di Terni con il gruppo operativo Eco-in; “Seduti per un giorno” della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Miramare di Rimini; “Inclusione e relazioni” realizzato dall’Istituto Ipseoa di Avellino, per promuovere il rispetto della diversità e l’interculturalità.

Per l’innovazione tecnologica: “Amelie” dell’Associazione italiana Sindrome di Rett di Siena, un software di gioco e apprendimento per bambine e ragazze con sindrome di Rett; la piattaforma Intellica di Cooss Marche, una tecnologia assistiva digitale per potenziare le funzioni cognitive; “Smart wheelchair” dell’Istituto di istruzione secondaria “Volta-De Gemmis” di  Bitonto, una sedia a rotelle smart per monitorare i dati biometrici di chi la utilizza.

Si passa quindi allo sport con: Katautism, della Fijlkam per l’inclusione dei bambini con disturbo dello spettro autistico attraverso judo e karate; Sport4all di Happy Wheels di Livorno, con la creazione di un ambiente accogliente e personalizzato sulle esigenze di ogni partecipante; “Tutti a cavallo” di Cavalli delle Fonti di Civitanova, centro sportivo di equitazione e azienda agricola sociale, che ha ricevuto anche il premio del pubblico; “La terza via dello sport” realizzato dall’Ente italiano sport inclusivi, che, partendo dal baskin, ha riprogettato altre discipline per far giocare insieme persone con disabilità e senza.

Premiati per la sezione dedicata a vita indipendente, inclusione sociale e lavorativa: ‘‘Beer-Firm’’ della Astuta Ability Academy di Civitanova, che si occupa di produzione di birra artigianale con ragazzi con sindrome dello spettro autistico; “Le chiavi di casa” dell’Associazione Italiana Persone Down di Bergamo, per promuovere lo sviluppo di autonomie personali, domestiche, sociali e relazionali; il Laboratorio Creativo della Fondazione Div.ergo di Lecce, con artisti con disabilità intellettiva impegnati in attività manuali e culturali; “Aida” dal CrhackLab Foligno 4D per migliorare la qualità della vita delle persone con Alzheimer e di chi li accudisce.

Infine, gli altri premiati per la sezione dedicata a arte, danza e musica: “Hope Trees” dell’Associazione Ijshaamanka di Pergola, Pesaro Urbino, che porta in scena attori professionisti con o senza disabilità; “Quando la musica cambia la vita” dell’Associazione UtReMi di Macerata focalizzato sull’apprendimento della musica come strumento pedagogico.

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