ThisPLACED: al via la mostra “Festival Displaced” a Pesaro

Il progetto europeo ThisPLACED si presenta con l’inaugurazione del Festival Displaced, una mostra fotografica e video delle residenze artistiche transnazionali realizzate nel 2023. L’evento avrà luogo il 17 luglio alle ore 19.00 nella Sala Nobile di Palazzo Gradari a Pesaro, e sarà visitabile fino al 22 luglio (orario 8.30-18.30).

Organizzata da Fondazione Marche Cultura, capofila del progetto europeo, in collaborazione con Fondazione Pescheria e con il patrocinio di Pesaro2024, la mostra racconterà la rielaborazione dell’immaginario culturale marchigiano operato attraverso l’esperienza di 16 artisti europei.

L’evento si svolgerà con una presentazione del progetto degli artisti marchigiani coinvolti e degli stakeholder che hanno partecipato, nei due anni di attività di ThisPLACED, alla definizione del percorso progettuale che mira alla rielaborazione degli immaginari culturali delle regioni periferiche d’Europa caratterizzate da un tessuto multiculturale e sfaccettato. I partner di progetto, insieme a Fondazione Marche Cultura per la regione Marche, sono l’associazione Kulturanova per la regione della Vojvodina in Serbia, la città di Manises in Spagna e la Fondazione per la Protezione Ambientale della Bassa Slesia in Polonia.

Le opere presentate si riferiscono alla residenza artistica marchigiana che si è tenuta a settembre 2023 presso Villa Nappi, location che accoglie ogni anno artisti da tutto il mondo e gestita da InTeatro, uno degli stakeholder di progetto.

Il programma della settimana di residenza, realizzato in collaborazione con AMAT, prevedeva una full-immersion nella “scena dei sensi marchigiana”, una mappa sensoriale e culturale elaborata per stimolare gli artisti a rivisitare il patrimonio tangibile e intangibile delle Marche attraverso l’uso della sensorialità con workshop a cura della tutor Masako Matsushita e visite sul campo nelle principali località delle Marche.

Gli elaborati artistici verranno mostrati in presenza degli artisti marchigiani che hanno partecipato a tutte e quattro le residenze nei paesi partner: Simon Luca Barboni, Martina Gabrielli, Giorgia Mascitti e Samuele Toppi. Saranno presenti anche alcuni degli stakeholder che racconteranno il loro contributo al progetto europeo ThisPLACED.

Gli artisti e i progetti

Simon Luca Barboni e “145gr China & Ropes Solo

L’artista di circo contemporaneo, che ha iniziato la sua carriera professionale a soli 15 anni con teatro, pantomima e giocoleria, è stato selezionato per partecipare alle residenze d’arte del progetto ThisPLACED grazie al suo recente lavoro “Ropes”. Quest’opera esplora il legame tra tradizione e territorio, utilizzando il potere della cultura e del patrimonio orale. “Ropes” unisce elementi storici di Manises, Wroclaw e Polverigi, focalizzandosi sulla ricerca di equilibrio.

Un punto focale dell’opera è un pezzo di ceramica di Manises, pesante 145 grammi, che rappresenta la stabilità e la sopravvivenza in mezzo alla fragilità. Le corde, costruite artigianalmente secondo la tradizione marchigiana, si intrecciano con la ceramica attraverso canne di bambù tipiche delle zone fluviali, richiamando i fiumi Turia e Odra. La performance si trasforma in un’installazione che utilizza un linguaggio evocativo della tensione circense, mettendo in luce la perenne instabilità e fragilità dell’insieme.

Martina Gabrielli e “Fluĕre”

Martina Gabrielli, ballerina, coreografa, performer e attrice, è stata selezionata per il progetto ThisPLACED grazie alla sua abilità di utilizzare il proprio corpo per molteplici espressioni artistiche. Martina ha seguito numerosi corsi e masterclass in Italia e all’estero, esibendosi in spettacoli teatrali, televisivi, cinematografici e videoclip in Italia e in Europa.

Il suo progetto “Fluĕre” inizia con un viaggio, dove Martina esplora nuovi luoghi, respira l’aria di terre sconosciute e cattura spazi non ancora consumati. Fotografa strade, persone, alberi, sculture e dipinti, cercando un percorso sotterraneo e inconscio. Tornata in Italia, trasforma queste immagini in poesie, seguendo un flusso di ricordi e tracce vive che interpreta con il suo corpo. Attraverso il movimento, combina le immagini statiche con la transizione emozionale, creando un’opera che va oltre il semplice spazio fisico. “Fluĕre” rappresenta una parte del viaggio di Martina, un’inquadratura di un percorso che unisce le forme viste all’estero con le emozioni vissute.

Giorgia Mascitti e “Dilution of Spirit”

Giorgia Mascitti, artista visiva con studi all’Accademia di Belle Arti e partecipazioni a numerose mostre collettive e personali in Italia, è stata selezionata per il progetto ThisPLACED per la sua capacità di sperimentare nuove tecniche, approcci e materiali nell’arte.

Il suo progetto, “Dilution of Spirit”, esplora come immagini raccolte in diverse città e nazioni possano sovrapporsi e diventare quasi gemelle, condividendo movimenti e forme simili. Questo lavoro rappresenta il momento di deposito e archiviazione della mente dell’artista prima della realizzazione dell’opera, frutto di un lungo processo che coinvolge immagini, suoni e profumi immagazzinati. “Dilution of Spirit” è un’opera che cattura la fase preparatoria e meditativa che precede la creazione artistica, offrendo una riflessione sulla somiglianza e l’interconnessione delle esperienze visive globali.

Samuele Toppi e “Search for the Other”

Samuele Toppi, fotografo e poeta laureato in fotografia presso l’Accademia di Belle Arti, ha sempre cercato di vivere il mondo attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, combinando immagini della realtà con il suo immaginario intimistico. La sua sensibilità e la leggerezza nel fondere la realtà con l’animo interiore gli hanno valso la selezione per il progetto ThisPLACED.

Il suo progetto, “Search for the Other,” nasce dal desiderio di unire le esperienze vissute nelle quattro residenze artistiche attraverso la narrazione fotografica delle leggende popolari di diverse culture. Ogni paese visitato ha contribuito con una storia fantastica o un personaggio oscuro, reinterpretati da Samuele per far mettere in discussione la veridicità del mezzo fotografico. Con un approccio che mescola tradizioni locali, credenze popolari e moderne leggende urbane, come quella di “Dancing Lady,” Samuele invita l’osservatore a immergersi in un racconto fotografico capace di evocare emozioni, dubbi e misteri.

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