La Milanesiana di Elisabetta Sgarbi torna ad Ascoli Piceno
Si è svolta ieri al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno la serata inaugurale de “La milanesiana”, il festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che spazia dalla musica alla letteratura, dall’arte al teatro. Dedicato quest’anno al tema dei “ritorni”, si protrarrà nel capoluogo piceno fino al 30 giugno. Presenti sul palco della prima serata Elisabetta Sgarbi, il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, il professor Papetti, curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno e Francesca Filauri componente del consiglio di amministrazione di Fondazione Marche Cultura nonché presidente dell’associazione Cultural-mente Insieme, il motore instancabile della Milanesiana ad Ascoli Piceno.
La Milanesiana ad Ascoli Piceno dal 27 al 30 giugno
“Finalmente siamo ad Ascoli! – apre così la serata Elisabetta Sgarbi, ideatrice dell’evento giunto alla 24^ edizione – eccoci alla 33^ giornata di questo festival itinerante che viaggia in 23 città italiane, in 7 diverse regioni, con oltre 60 incontri ed eventi e più di 200 ospiti italiani e internazionali provenienti da diverse discipline. Ascoli Piceno è la 10° città di questo entusiasmante viaggio che spazia dalla musica alla letteratura, dall’arte al teatro, dal cinema alla scienza, passando per la filosofia, il diritto, l’economia, la storia e da quest’anno anche fumetto.”
La città di Ascoli si dimostra una città molto importante per la cultura della nostra Regione. “Per noi è motivo di orgoglio – afferma Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno –perché si tratta della rassegna più importante d’Italia a livello culturale e su questo palco, così come in città, dialogheranno musica, poesia, arte e cultura. Grazie alla Milanesiana apriamo il nostro territorio verso il mondo e portiamo il mondo ad Ascoli.”
“La Milanesiana ad Ascoli Piceno è giunta alla 6° edizione e quindi è diventato un vero e proprio festival storico – afferma Francesca Filauri, presidente dell’associazione Cultural-mente Insieme. Ogni anno l’intera città si prepara a vivere quella che io, da sempre, definisco la “febbre della Milanesiana” propagatrice di energia positiva, di cultura di alta qualità e di bellezza.”
Un festival della Cultura
“Alla Milanesiana – afferma l’assessore alla cultura Chiara Biondi in un videomessaggio – va il merito di aver saputo coniugare la cultura pop con l’alta cultura senza mai dimenticare la cultura tradizionale ed è proprio questa anche la direzione sulla quale sta andando la Regione Marche nell’ambito delle proprie politiche culturali.”
“La vera cultura, la grande cultura, non è elitaria – dichiara il presidente della Fondazione Avv. Andrea Agostini, presente alla serata inaugurale dell’evento. Sa essere alta ma anche popolare, sa parlare a più generazioni, fa dialogare mondi differenti. La Milanesiana riesce in questo intento ed è un piacere averla nelle Marche, in una delle città culturalmente più dinamiche e brillanti della nostra regione come Ascoli Piceno. Ad aprire la rassegna lo spettacolo esilarante che ha registrato il sold out “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”. Il cartellone degli eventi ascolani della Milanesiana prosegue con una splendida mostra, un protagonista intelligente ed imprevedibile della musica italiana come Elio che omaggia un altro genio quale è stato Enzo Jannacci, la straordinaria capacità di Vittorio Sgarbi di farci innamorare dell’arte, la celebrazione di un gigante del nostro tempo come Umberto Eco, sono proposte varie ed affascinanti, per quattro giorni che, ne sono certo, saranno un arricchimento per chi parteciperà.“
I ritorni: il tema de La Milanesiana 2023
Il tema di questa 24esima edizione è RITORNI, ispirato dallo scrittore nigeriano, Ben Okri. Un tema-mondo per interpretare la cronaca attuale: il rapporto con la natura, quello con l’intelligenza artificiale e quello tra genitori e figli.
Francesca Filauri, presidente dell’associazione Cultural-mente Insieme, che promuove l’evento della Milanesiana ad Ascoli, nel suo intervento di presentazione del festival approfondisce il tema conduttore di quest’anno.
“La Milanesiana ancora una volta ci porta i suoi bellissimi dialoghi tra arte, cultura, musica, poesia e saperi diversi su un tema di riflessione comune: “i ritorni”. Come lo ha definito Elisabetta Sgarbi, è un tema mondo perché moltiplica le suggestioni, tocca la storia e sta al cuore della letteratura.
Dal ritorno alla natura, come restituzione alla natura del suo ruolo al ritorno alle proprie origini, alla memoria, alla propria famiglia. Il ritorno appartiene un po’ anche a ciascuno di noi perché è memoria e nostalgia, legame alle proprie radici.
Il ritorno c’è anche in questi giorni, ed è quello della Collezione Cavallini che la città di Ascoli ha ospitato per un anno e mezzo nel Palazzo dei Capitani e che qui torna con una mostra che verrà inaugurata il 29 giugno alla presenza di Vittorio Sgarbi di alcune opere di arte contemporanea di un artista Dyalma Stultus che è stato riscoperto e a cui è stata restituita la giusta celebrità, il giusto merito da Vittorio Sgarbi.”
La rosa: simbolo del festival
La Rosa dipinta da Franco Battiato, che fin dalla prima edizione è il simbolo de La Milanesiana, è stata rielaborata anche quest’anno da Franco Achilli che in onore del nuovo tema l’ha raffigurata avvolta in un uroboro verde, ideale unione tra il tema della Natura e quello del Ritorno
“Il simbolo – spiega Stefano Papetti, curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno –ha un’origine molto antica: già nell’Egitto della 18° dinastia lo si utilizzava e stava a significare la circolarità del tempo. Abbastanza inconsciamente credo che lo abbiano scelto, sia Elisabetta Sgarbi per un verso, la famiglia per un altro, che Vittorio per un altro ancora perché si identificano con questo serpente che si morde la coda, aspirano all’eternità e con al loro intensa attività culturale vivranno ben oltre il tempo che gli sarà dato vivere.”
Il programma degli eventi della Milanesiana ad Ascoli Piceno
Il festival è iniziato martedì 27 giugno, alle 21, al teatro Ventidio Basso, con ‘Massimo Lopez e Tullio Solenghi show’ di cui sono interpreti e autori, accompagnati dalle musiche live della Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Si tratta di una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, sketch, performance musicali, improvvisazioni e interazioni col pubblico. In quasi due ore di spettacolo, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile ‘marchio di fabbrica’.
Il 28 giugno, sempre alle 21 al teatro Ventidio Basso, sarà la volta di Elio (leader del gruppo Elio e le storie tese) in ‘Ci vuole orecchio’: uno spettacolo musicale in cui Elio canta e recita Enzo Jannacci per la regia e drammaturgia di Giorgio Gallione.
Doppio sarà l’appuntamento del 29 giugno: alle 18, in pinacoteca, verrà inaugurata la mostra ‘Dyalma Stultus. Opere della Fondazione Cavallini Sgarbi’ a cura di Vittorio Sgarbi alla presenza dello stesso critico d’arte e di Selma Stultus, una delle tre figlie del pittore Dyalma Stultus (1901-1977). Alle 21, invece, al teatro Ventidio Basso Vittorio Sgarbi porterà in scena l’anteprima dello spettacolo ‘Caccia ai tesori dell’arte. Scoperte e rivelazione’.
Infine, la quattro giorni de ‘La Milanesiana’ ad Ascoli si chiuderà con lo spettacolo ‘La misteriosa fiamma della regina Loana’ dal romanzo di Umberto Eco a vent’anni dalla sua pubblicazione, a cura di due attori molto amati come Ninni Bruschetta e Viola Graziosi. La produzione è di Pietrangelo Buttafuoco che insieme a Mario Andreose saranno protagonisti del prologo. Biglietti cortesia: vivaticket o biglietteria teatro Ventidio Basso.
Macerata celebra i 350 anni dalla prima esposizione pubblica dell’età moderna con “Expositio Mundi – La mostra come medium”, un grande progetto espositivo diffuso che trasforma la città in un museo a cielo aperto. Patrocinata da Fondazione Marche Cultura, l'iniziativa unisce Palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e la Biblioteca Mozzi Borgetti in un unico affascinante racconto tra storia, arte e territorio, partendo dalla rivoluzionaria intuizione del marchigiano Giuseppe Ghezzi.
"Interni sottovoce. Katy Castellucci a Roma" è il titolo della nuova mostra estiva del Museo Palazzo Ricci che dal 9 luglio al 13 settembre 2026 accende i riflettori su Katy Castellucci, figura di spicco della Scuola Romana e protagonista di un capitolo fondamentale dell’arte italiana del Novecento. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio Macerata e organizzata dalla Fondazione Carima Arte e Cultura con la collaborazione dell’Archivio Katy Castellucci di Roma e patrocinata dalla Città di Macerata e dalla Fondazione Marche Cultura. Una selezione di circa cinquanta opere tra dipinti e disegni che offre un viaggio immersivo nella poetica di Katy Castellucci.
La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva al Teatro Ventidio Basso dall'8 al 10 luglio 2026 per la sua 27ª edizione dedicata al tema "Il desiderio e la legge". Tre appuntamenti imperdibili che faranno dialogare le arti, tra musica, teatro e cinema, con grandi ospiti del panorama nazionale. Attraverso un percorso che attraversa 18 città con 60 appuntamenti, la rassegna si conferma un laboratorio culturale capace di mettere in dialogo pubblici e discipline diversi, restituendo uno sguardo sempre contemporaneo sul presente.
Una giornata dedicata alla scoperta di Sassoferrato e Cabernardi accompagnerà il pubblico in un percorso tra storia, cultura e memoria del lavoro. Dalle testimonianze medievali del borgo ai luoghi simbolo dell'archeologia industriale della Miniera di Zolfo, il programma si concluderà con un omaggio cinematografico alla vicenda dei "Sepolti Vivi" attraverso la proiezione restaurata di Pane e Zolfo di Gillo Pontecorvo, valorizzando il patrimonio culturale e l'identità delle comunità marchigiane.
Dal 3 al 5 luglio 2026 Ascoli Piceno ospita la sesta edizione del Festival del Reportage, organizzata dall’Associazione FaRe Fabbrica del Reportage con la direzione artistica di Ignacio Maria Coccia e il patrocinio di Fondazione Marche Cultura. Incontri sul fotogiornalismo, workshop, mostre ed eventi speciali con professionisti che producono quasi in controcorrente rispetto al mercato editoriale, nella convinzione che il reportage rimane lo strumento indispensabile per misurare con profondità e ampiezza di sguardo i fenomeni sociali e politici del nostro tempo.