La Casa Vinicola Garofoli ospita la personale dell’artista jesina Maria Grazia Focanti

Un percorso pittorico tra corpo e paesaggio, dove l’azzurro diventa soglia simbolica e spazio generativo

Dal 7 marzo al 27 aprile 2026, Castelfidardo accoglie "Nel grembo dell’azzurro", mostra personale di Maria Grazia Focanti, a cura di Andrea Carnevali. L’esposizione, ospitata presso la Casa Vinicola Garofoli, propone un itinerario pittorico in cui l’azzurro si fa principio generativo, soglia simbolica e spazio mentale, conducendo il visitatore in un’esperienza contemplativa tra corpo, paesaggio e memoria.

Non è un semplice colore, bensì un principio generativo, una soglia simbolica che istituisce uno spazio mentale prima ancora che visivo. Nel percorso artistico di Maria Grazia Focanti, l’azzurro non si offre quale dato cromatico isolato, ma quale strumento del pensiero: una condizione atmosferica che trattiene la forma e, al contempo, la sospinge oltre i propri limiti, in una tensione continua fra contenimento e liberazione.

Da tale intuizione prende forma Nel grembo dell’azzurro, personale dell’artista, curata da Andrea Carnevali e che sarà inaugurata sabato 7 marzo alle ore 17,30 nella splendida cornice della Casa Vinicola Garofoli a Castelfidardo. Il titolo non allude a un mero repertorio tematico, bensì definisce una postura estetica: il “grembo” evoca uno spazio originario e matriciale, nel quale l’immagine si costituisce per addensamento e rarefazione, per immersione e riemersione.

Durante l’inaugurazione interverranno Caterina Garofoli della Casa Vinicola Gioacchino Garofoli, il Presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, il Direttore Alessandro Carlorosi e il Presidente Domenico Guzzini dell’Associazione Paesaggio Eccellenza, il Presidente della Fondazione Ferretti di Castelfidardo Eugenio Paoloni, il Sindaco del Comune di Monsano Roberto Campelli, il Sindaco del Comune di Loreto Moreno Pieroni, il Sindaco del Comune di Castelfidardo Roberto Ascani, l’Assessore alla Cultura di Castelfidardo Ruben Cittadini e il Direttore della rivista «ViVAarte» Oliviero Gessaroli.

L’azzurro come soglia percettiva e mentale

Il percorso espositivo si articola in nuclei che pongono in rapporto corpo e paesaggio, radici terrestri e profondità marine. Il corpo si configura come luogo di attraversamento: membrana sensibile, punto di contatto fra interiorità e orizzonte naturale. Il paesaggio, a sua volta, si presenta come campo energetico e superficie stratificata, capace di accogliere e rifrangere la memoria.

Fulcro simbolico del cammino è l’azzurro: non dominante tonale, ma soglia percettiva e mentale, capace di connettere profondità e apertura, ricordo e visione. Le opere delineano un attraversamento che tocca la “poetica delle origini”, le metamorfosi vegetali e terrestri, le immersioni marine, sino alle più recenti sedimentazioni, nelle quali il segno si configura quale scrittura primaria e la forma affiora come rivelazione lenta.

«Nel grembo dell’azzurro — osserva il curatore Andrea Carnevali — non nomina un colore: nomina una condizione. In queste opere la materia non illustra, ma genera; la pittura non descrive, ma conduce lo sguardo verso una soglia in cui il visibile si apre all’invisibile e la forma diviene risonanza interiore».

La pittura come esperienza contemplativa

L’esposizione promuove una fruizione contemplativa e vigile, entro la quale la pittura riafferma la propria valenza conoscitiva e meditativa: un itinerario interpretativo che, lungi dal circoscrivere i significati, ne favorisce l’apertura, affidando alla materia, al gesto e alle vibrazioni cromatiche la generazione di traiettorie percettive e riflessive individuali.

«La mostra è un viaggio attraverso vari elementi, fino a una tensione armonica. -sottolinea l’artista-In questo viaggio il dialogo, interpersonale, ma anche con l’ambiente che ci circonda, ci apre a un oltre. Il viaggio di ogni uomo può aprire un varco alla speranza.»

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa delle Marche, del Comune di Castelfidardo, del Comune di Loreto, del Comune di Monsano, Monsano Cult, della Fondazione Ferretti, della Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, della Fondazione Marche Cultura, di VIVArte e InArte di Urbino e grazie ai seguenti sponsor: Banco Marchigiano, Credito Cooperativo, CIP – Centro Italia Pubblicità, L’oro Antico Oleificio Mosci, Pan noleggio Autoveicoli, Tibi Ottica e Unika Immobiliare.

Informazioni utili

Casa Vinicola Garofoli
Via Carlo Marx, 123 – 60022 Castelfidardo (AN), Italia
Telefono: +39 071 7820162 
Email: info@garofolivini.it 

Orari di apertura
Lunedì–Venerdì: 09:00–13:00 e 15:00–19:30 
Sabato: 09:00–13:00 e 15:30–19:30
Domenica: chiuso

Maria Grazia Focanti: un percorso artistico in continua evoluzione

Maria Grazia Focanti (Jesi, 1961) è artista attiva tra ricerca visiva e riflessione culturale. Dopo il conseguimento della maturità tecnico-commerciale e di quella artistica, si laurea in Sociologia presso l’Università degli Studi di Urbino (1992). Dagli anni Novanta avvia un percorso di studio e sperimentazione, alimentato anche dal confronto con atelier e pratiche di altri artisti; frequenta inoltre un corso di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Approfondisce dapprima la tecnica dell’acquerello, valorizzandone l’immediatezza e l’imprevedibilità; quindi, orienta la propria indagine verso il medium acrilico e la materia.

Negli ultimi anni espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Tra le personali: Spazio, Forme e Presenze (Prisma, Jesi, 2023) e, nel 2024, Presenze educanti nello spazio (Biblioteca comunale Ferretti, Chiaravalle) e Una sfida creativa (Varallo Sesia). Nel 2025 realizza Vetrina d’artista (BPER Banca, Savona) e Mèta corporis (Palazzo Bisaccioni, Jesi), partecipando nel contempo a rassegne e progetti dedicati al contemporaneo e alla grafica. Sul piano internazionale prende parte a esposizioni e iniziative in Croazia, Turchia, Ungheria, Argentina e Brasile, oltre a collettive in Francia e Senegal. Nel 2024, in collaborazione con Carlo Iacomucci, realizza l’opera ambientale Impossibile paesaggio in libertà (Casa degli Artisti “Gola del Furlo”, nell’ambito del percorso di Land Art connesso alle iniziative di Pesaro Capitale italiana della cultura 2024). Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private; libri d’artista e lavori grafici sono presenti in istituzioni italiane e straniere, fra le quali il The Art Institute of Chicago, il Getty Research Institute e la Bibliothèque nationale de France. Vive e lavora a Monsano (AN).

La cantina come luogo d’incontro per gli amanti dell’arte

La Casa Vinicola Gioacchino Garofoli ospita questo percorso pittorico nella visione della cantina come spazio di condivisione per gli amanti dell’arte, all’interno delle iniziative Garofoli InArte. La cantina è da sempre un luogo d’incontro, memoria viva di tempi passati, quando durante la trebbiatura e la vendemmia ci si riuniva nel segno della convivialità e del piacere dello stare insieme. In questo spirito, Garofoli si propone di far tornare la cantina ad essere uno spazio di condivisione e confronto, aperto a persone sensibili che amano l’arte, il vino, la bellezza e il valore dello stare insieme. Da diciotto anni, ospita mostre ed eventi dedicati all’arte, al teatro e alla cultura, creando un dialogo continuo tra espressione artistica e luogo produttivo. L’arte incontra così la realtà della cantina in un’ottica di sinergia, per celebrare e valorizzare le eccellenze del territorio, non solo quelle enogastronomiche, ma anche quelle creative e culturali, offrendo al pubblico un’esperienza che unisce cultura, tradizione e passione.

L’inaugurazione della mostra

L’inaugurazione della mostra si è svolta il 7 marzo con la partecipazione di istituzioni, ospiti e appassionati d’arte che hanno condiviso l’avvio di questo nuovo percorso espositivo. Insieme a Caterina Garofoli, quinta generazione della famiglia, sono intervenuti Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, Eugenio Paoloni, Presidente della Fondazione Ferretti, e rappresentanti delle istituzioni del territorio. Un momento di incontro che ha ribadito il valore della cantina come luogo di dialogo tra arte, territorio e comunità.

Sfoglia la gallery per rivivere alcuni momenti dell’inaugurazione.
Credit foto di Diego Contanini

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