Un omaggio al genio immaginifico dello scenografo tra i più importanti del Novecento
Dal 18 aprile al 2 giugno 2026 la città di Macerata rende omaggio a uno dei più raffinati protagonisti della scenografia italiana del Novecento con la mostra al Museo Palazzo Ricci “Mario Pompei. Essere Scenografo. Bozzetti, scene e costumi”. Promossa dalla Fondazione Carima e dalla Fondazione Pergolesi Spontini, con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura, rappresenta un viaggio immersivo nel processo creativo di un artista che ha segnato la cultura visiva italiana della prima metà del XX secolo.
Fondazione Carima di Maceratae Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, due realtà custodi del patrimonio culturale e artistico del territorio, celebrano il genio immaginifico dello scenografo con la mostra esclusiva Mario Pompei. Essere Scenografo. Bozzetti, scene e costumi, patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura, e la messa in scena della fiaba musicale Le peripezie di Pinco Pallino.
Curata dagli storici Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato, con l’allestimento di Benito Leonori, scenografo e direttore tecnico della Fondazione Pergolesi Spontini, la mostra svela il processo creativo che lega il disegno all’emozione del palcoscenico, attraverso l’universo di un artista che ha saputo coniugare il rigore teatrale con la fantasia del mondo dei piccoli.
«Credo non ci sia modo più nobile, per celebrare il teatro, che dedicare un’esposizione ed un approfondimento a chi ne ha saputo interpretare in modo unico lo spazio del palcoscenico. – Afferma Andrea Agostini Presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – È un’iniziativa culturale perfettamente coerente con la nostra regione, che è terra di grandi scenografi pensando al cinema, su tutti, Dante Ferretti); ed è terra di straordinari teatri, tesori architettonici, ma soprattutto custodi dell’identità e della storia delle nostre comunità».
Tra i più raffinati nomi della scenografia italiana del Novecento
Illustratore visionario, scenografo impareggiabile, cartellonista audace e anche scrittore, Mario Pompei, tra i più raffinati interpreti dello stile Déco del Novecento italiano, ha saputo raccontare il teatro e la vita attraverso un tratto inconfondibile, sospeso tra il rigore della prospettiva e la magia del colore, segnando la cultura visiva italiana della prima metà del XX secolo.
Il fulcro dell’esposizione è la sua attività per il teatro, che lo ha visto collaborare con le più grandi compagnie dell’epoca e realizzare allestimenti storici per le più famose opere di lirica, balletto, prosa e varietà.
Trasformare lo spazio scenico in un mondo fantastico e poetico
La mostra documenta la sua abilità nel trasformare lo spazio scenico in un mondo fantastico e poetico, con materiali preziosi provenienti dal prestigioso archivio Pompei, curato da Paola Pallottino, storica dell’illustrazione che ha dedicato anni di studio alla valorizzazione della sua opera e che per la prima volta offre al pubblico una selezione mai vista, realizzata lungo tutta la sua carriera, fra i quali capolavori come i bozzetti de La Fanciulla di Neve o il celebre Elisir d’amore.
Grazie a questo patrimonio, la mostra non è solo un omaggio alla carriera di un artista che ha ricevuto premi prestigiosi, come quello per lo spettacolo Made in Italy con Macario e Wanda Osiris, o una mera celebrazione estetica, ma è anche un rigoroso approfondimento critico su un autore, la cui attitudine interdisciplinare lo ha reso non solo uno scenografo, ma un vero e proprio “regista dell’immagine” totale.
Mario Pompei, Carmen, musica G. Bizet, testo DI H Meilhac e L. Halevy Carro di Tespi Lirico, 1952.Carro dei Tespi Lirico, 1954, tecnica mista su cartonino, cm 17,5 x 26, archivio Pompei, Bologna.
Mario Pompei, La Fanciulla di neve, musica DI N. Rimskij-Korsakov, regia e coreografia L. Massine, Roma, Teatro dell’Opera, 1954, tecnica mista su cartoncino, cm 15,4 x 23, archivio Pompei, Bologna.
Mario Pompei, musica L. Delibes, testo Saint-Léon e C. Nuitter da E. T. A. Hoffmann, Roma, Teatro dell’Opera, 1944, tempera su cartone, cm. 23 x 36,5, archivio Pompei, Bologna
Il catalogo della mostra tra approfondimenti e contributi d’autore
L’esposizione, infine, è accompagnata dal catalogo edito da Amala§unta Edizioni di Monica Simoni con le presentazioni del Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi e del Direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini LuciaChiatti, gli interventi critici dei curatori Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato, di Paola Pallottino e Agnese Sferrazza, un’introduzione di Roberto Cresti, Direttore artistico del Museo Palazzo Ricci e docente dell’Università di Macerata, del Direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini Cristian Carrara.
Sono inoltre pubblicati gli interventi di Alessandro Tinterri e Elena Gottarelli, tratti dal catalogo della mostra di Ferrara del 1993 Mario Pompei. Scenografo, illustratore e cartellonista 1903 – 1958, oltre ad alcuni scritti di Mario Pompei selezionati da Pierfrancesco Giannangeli.
Informazioni mostra
MARIO POMPEI. ESSERE SCENOGRAFO BOZZETTI, SCENE E COSTUMI
MACERATA – Fondazione Carima Palazzo Ricci Via Domenico Ricci, 1 apertura al pubblico sabato 18 aprile 2026 ore 16.00
ORARI DI APERTURA sabato 16.00 – 19.00 domenica e festivi 10.00 – 13.00 | 16.00 – 19.00 Ingresso gratuito
L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Craima di Macerata in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, con il patrocinio del Comune di Macerata, della Fondazione Marche Cultura e dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi.
La messa in scena de Le peripezie di Pinco Pallino
Insieme alla mostra troviamo anche la straordinaria rimessa in scena de Le peripezie di Pinco Pallino, fiaba avventurosa scritta e illustrata dallo stesso Pompei fra il 1929 e il 1930. Lo spettacolo, che torna a calcare le scene, rappresenta un’occasione unica per ammirare dal vivo la poetica dell’artista: un mondo popolato da personaggi bizzarri e architetture oniriche che hanno segnato la storia del teatro per ragazzi.
Le peripezie di Pinco Pallino, con musica e libretto di Gianluca Piombo, la drammaturgia di Lorenzo Giossi che firma anche regia, scene e costumi e le luci di Marco Scattolini, è una nuova commissione della Fondazione Pergolesi Spontini con il soprano Maria Olimpia Renna (Terza figlia), Lorenzo Giossi (Pinco Pallino), Damiano Massaccesi (Mimo) e tre musicisti di Orchestra Senzaspine diretti al pianoforte da Gianluca Piombo.
Una prima esecuzione assoluta in co-produzione con Orchestra Senzaspine e in collaborazione con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Macerata che andrà in scena il 20 e 21 aprile per le scuole, e in anteprima il 19 aprile 2026 alle ore 17 al Teatro Pergolesi.
Note biografiche di Mario Pompei
Mario Pompei (Terni, 1903 – Roma, 1958). Cresce a Roma, dove si trasferisce da bambino al seguito del padre, giornalista impiegato a “La Tribuna”. Sebbene costretto a interrompere gli studi per lavorare in una fabbrica di ceramiche, la sua vocazione alla creatività e al disegno, oltre alla passione per il teatro, lo conduce giovanissimo a realizzare allestimenti per spettacoli privati di marionette.
Un’attività che lo metterà in luce agli occhi di Vittorio Podrecca che, nel 1919, lo chiamerà come scenografo al suo Teatro dei Piccoli, affiancando il giovane sedicenne a Bruno Angoletta e a Caramba, all’epoca già affermati illustratori. Da qui una fulminante e importante carriera come scenografo. Nel 1924 è impegnato con la Pàvlona, nel 1925 con la compagnia d’Arte di Pirandello, nel 1926 con Prandi alla Nuova Stabile romana all’Odescalchi, fondamentali anche i suoi contributi critici alla scenografia, a cominciare dal sostanziale Nascita dell’allestimento scenico in Italia, “Spettacolo” 1, Roma 1935.
Non mancano, inoltre, le collaborazioni a giornali e riviste, fra le quali si ricordano quelle con “Play”, “Cuor d’Oro”, “Comoedia”, “Cordelia”, il “Giornalino della Domenica” e molte altre ancora. Nel 1927, anno in cui esordisce al “Corriere dei Piccoli”, lo vediamo impegnato nel Teatro delle Fiabe diretto da Pagnani-Fusconi. Nel 1928 presenta un suo teatrino alla Mostra di Scenografia alla XVI Biennale di Venezia e nel 1929, infine, per Ettore Petrolini cura gli allestimenti per Ottobrata e Nerone.
A queste date Mario Pompei mostra tutti i caratteri del moderno linguaggio déco, di cui è indiscusso interprete e anche per ragioni anagrafiche, completamente sciolto da possibili origini liberty che invece appartengono, ancora e a questo periodo, ad esempio al maestro Bruno Angoletta, seppure come “matrice remota”, così come evidenziato da Rossana Bossaglia nel suo testo Mario Pompei e il Déco, pubblicato nel catalogo edito in occasione della retrospettiva dedicata all’artista nel 1993 a Ferrara (Mario Pompei 1993).
Dagli anni Trenta in poi, Mario Pompei sarà impegnato nell’illustrazione dei Libri di Stato per la prima e la seconda elementare, realizzerà numerose copertine per le più importanti case editrici dell’epoca, lavorerà per le più belle riviste e giornalini per ragazzi, sarà alla Scala di Milano, all’Opera di Roma, divenendo uno dei più importanti scenografi, cartellonisti e illustratori del XX secolo.
Mario Pompei, Liolà di Luigi Pirandello, riedizione non realizzata, 1956, tempera su cartone, cm. 16 x 23, archivio Pompei, Bologna.
Alcune foto dell’inaugurazione della mostra al Museo Palazzo Ricci di Macerata
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