Archaeodigit: la valorizzazione dell’area archeologica Helvia Recina al centro del meeting di Pula

Si è svolto a Pula, in Croazia, il 4 e 5 settembre, il meeting del progetto Archaeodigit, acronimo di ARCHAEOlogical DIGITal paths for an inclusive and sustainable tourism finanziato dal programma INTERREG VI-A Italy–Croatia 2021-2027, che vede il Comune di Macerata capofila. Il progetto si pone l’obiettivo di gettare le basi per l’elaborazione di una metodologia innovativa su come preservare, interpretare e valorizzare i siti archeologici all’interno di un ecosistema culturale e turistico, rafforzando l’uso della tecnologia digitale e integrando il patrimonio materiale e immateriale, favorendo un più ampio accesso al patrimonio archeologico da parte dell’utenza.

Un progetto di cui siamo particolarmente fieri per l’opportunità che si è creata di collaborare con altre realtà europee ed enti che condividono esperienze virtuose e competenze che vanno ad arricchire le conoscenze di tutti – ha commentato l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta -. Una condivisione e uno scambio che riaffermano l’importanza di utilizzare le risorse dei fondi europei per lo sviluppo del territorio. A ciò si aggiunge la perfetta collaborazione tra Ufficio Cultura e Ufficio Europa che, insieme, lavorano per valorizzare un luogo, il sito archeologico di Helvia Ricina, che fa parte della rete museale della città; in questi anni abbiamo investito importanti risorse per migliorarne la fruizione e aprirlo, così, a tutti i cittadini e turisti che potranno scoprire un sito unico che racconta le radici di Macerata”.

Sono 30 i rappresentanti dei vari partner italiani e croati che in questi giorni, a Pula, hanno dato avvio alla seconda fase del progetto. Sono stati presentati i primi risultati delle analisi fatte sui siti archeologici di Sepino, Helvia Recina, Kastela e Omisalj in merito allo stato dell’arte in tema di management, valorizzazione culturale e turistica, nonché uso delle nuove tecnologie. Un punto di partenza importante per comprendere punti di forza e debolezza di ogni area coinvolta, al fine di meglio pianificare interventi pilota volti a valorizzare le aree, mantenerle e renderle attrattive da un punto di vista culturale e turistico.

La delegazione italiana, oltre al Comune di Macerata, presente con gli Uffici Europa e Cultura, ha visto la partecipazione dell’Università degli Studi di Macerata, del Parco Archeologico di Sepino, del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (AIC) e del partner tecnico ETT spa. Presente anche la Direzione Regionale Musei Marche, partner associato del progetto. “Un’occasione, quella offerta da Archaeodigit, per porre l’attenzione non solo sulla valorizzazione ma anche sulla gestione, sull’importanza di conservare ma anche rendere accessibili le aree archeologiche. Centrale – secondo Manuela Faieta della DRMsarà la capacità del progetto di avvicinare la gente ai siti archeologici e renderli parte del patrimonio identitario cittadino”.

In quest’ottica si inseriscono i lavori dei Co-Creation Workshop, gruppi di lavoro internazionali composti da stakeholders di settore che hanno il compito di monitorare la qualità degli interventi, dare suggerimenti ai partner ed elaborare raccomandazioni. Come stakeholders, per il Comune di Macerata, erano presenti esperti della Fondazione Marche Cultura.Siamo orgogliosi di essere stakeholder del progetto Archaeodigit – ha detto Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura -. Condividiamo pienamente gli obiettivi del progetto, volti alla valorizzazione del sito archeologico di Helvia Ricina, e mettiamo a disposizione le nostre competenze e il nostro know-how per contribuire alla costruzione di strategie comuni. Un contributo chiave sarà la condivisione dei risultati del progetto Next Museum, incentrato sulla digitalizzazione del patrimonio culturale nei piccoli e medi musei. Questo progetto ha rappresentato un modello di innovazione nella gestione museale, riconosciuto dal Comune di Macerata come una buona prassi da integrare in Archaeodigit. Siamo convinti che la collaborazione tra gli attori coinvolti sia essenziale per la valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico delle Marche e siamo pronti a dare il nostro contributo per il successo di Archaeodigit, puntando a realizzare gli output previsti e a rafforzare il legame tra cultura, territorio e innovazione”.

Le attività del progetto, nei prossimi mesi, si concentreranno per ogni area archeologica sull’elaborazione del management plan, strumento chiave per la gestione delle aree e per l’individuazione dei primi interventi da realizzare con le azioni pilota. I management plan partiranno da una capitalizzazione di quanto già realizzato dall’Università di Macerata a Urbs Salvia con il progetto Transfer. “Ci occuperemo, collaborando anche con la SABAP, di trasferire modelli di gestione del patrimonio archeologico virtuosi, finalizzati allo sviluppo sociale ed economico dei territori e nello stesso tempo, insieme all’Università di Pula, costruiremo dei percorsi di formazione internazionali aperti a operatori di settore e a giovani under 35 finalizzati a costruire competenze e accrescere l’attrattività delle aree archeologiche. La formazione – ha commentato il professor Roberto Perna di Unimc –, che sviluppa e articola le tematiche che il nostro Ateneo ha messo al centro del nuovo corso in “Archeologia e sviluppo dei territori”, sarà fondamentale in questo progetto per garantire sostenibilità nel medio lungo periodo formando e aggiornando nuove figure professionali capaci di cogliere l’unicità dei luoghi e trasformarla in opportunità di crescita delle nostre comunità”.

Per saperne di più: https://www.italy-croatia.eu/web/archaeodigit

ARCHAEODIGIT è finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia con il cofinanziamento dell’Unione Europea


ENG

Archaeodigit: the valorization of the Helvia Recina archaeological area at the center of the meeting in Pula.

The meeting of the Archaeodigit project, an acronym for ARCHAEOLOGICAL DIGITal paths for an inclusive and sustainable tourism, funded by the INTERREG VI-A Italy–Croatia 2021-2027 program, took place in Pula, Croatia, on September 4 and 5. The project led by Comune di Macerata aims to lay the foundation for developing an innovative methodology for preserving, interpreting and enhancing archaeological sites within a cultural and tourism ecosystem, strengthening the use of digital technology and integrating tangible and intangible heritage, fostering broader user access to archaeological heritage.

“A project we are particularly proud of for the opportunity it has created to collaborate with other European organizations and organizations that share virtuous experiences and skills that enrich everyone’s knowledge – commented Katiuscia Cassetta, Assessore alla Cultura. A sharing and exchange that reaffirms the importance of using the resources of European funds for the development of the territory. Added to this is the perfect collaboration between the Culture Office and the Europe Office, who, together, are working to enhance a place, the archaeological site of Helvia Ricina, which is part of the city’s museum network. Over the years, we have invested significant resources to improve its enjoyment and thus open it to all citizens and tourists who can discover a unique site that tells the story of Macerata’s roots”.

There are 30 representatives of the various Italian and Croatian partners who in recent days, in Pula, have launched the second phase of the project. The first results of analyses conducted at the archaeological sites of Sepino, Helvia Recina, Kastela and Omisalj regarding the state of the art in management, cultural and tourism development and the use of new technologies have been presented. An important starting point for understanding the strengths and weaknesses of each area involved, in order to better plan pilot interventions aimed at enhancing the areas, maintaining them and making them attractive from a cultural and tourism perspective.

The Italian delegation, in addition to the Comune di Macerata, present with the Europe and Culture Offices, saw the participation of the University of Macerata, the Sepino Archaeological Park, the Forum of the Chambers of Commerce of the Adriatic and Ionian Seas (AIC), and the technical partner ETT spa. The Direzione Regionale Musei Marche, an associate partner of the project, is also present. “Archaeodigit offers an opportunity to focus not only on enhancement but also on management, on the importance of preserving but also making archaeological areas accessible. Central – according to Manuela Faieta of DRM – will be the project’s ability to bring people closer to archaeological sites and make them part of the city’s identity heritage”.

The work of the Co-Creation Workshops, international working groups composed of industry stakeholders responsible for monitoring the quality of interventions, formulating suggestions to partners and developing recommendations, fits into this perspective. Experts from Fondazione Marche Cultura were present as stakeholders for Comune di Macerata. “We are proud to be interested parties in the Archaeodigit project – said Andrea Agostini, president of Fondazione Marche Cultura. We fully share the objectives of the project, aimed at enhancing the archaeological site of Helvia Ricina and offer our expertise and know-how to help build common strategies. A key contribution will be the sharing of the results of the Next Museum project, which focuses on the digitalization of cultural heritage in small and medium-sized museums. This project represented a model of innovation in museum management, recognized by Comune di Macerata as a good practice to be integrated into Archaeodigit. We are convinced that collaboration between the actors involved is essential for the valorization of the cultural and archaeological heritage of the Marche region and we are ready to contribute to the success of Archaeodigit, aiming to achieve the expected results and strengthen the link between culture, territory and innovation”.

In the coming months, project activities will focus on developing a management plan for each archaeological area, a key tool for managing the areas and identifying the first interventions to be implemented through pilot actions. The management plans will begin with a capitalization of what the University of Macerata has already achieved in Urbs Salvia with the Transfer project. “We will work, also collaborating with SABAP, to transfer virtuous archaeological heritage management models, aimed at the social and economic development of the territories and at the same time, together with the University of Pula, we will build international training courses open to sector operators and young people under 35 aimed at building skills and increasing the attractiveness of archaeological areas. The training – commented Professor Roberto Perna of Unimc – which develops and articulates the themes that our University has placed at the centre of the new course in “Archaeology and development of territories”, It will be essential in this project to ensure sustainability in the medium to long term by training and updating new professionals capable of grasping the uniqueness of places and transforming it into opportunities for the growth of our communities”.

ARCHAEODIGIT is funded by the Interreg Italy-Croatia Programme with EU co-financing.

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