“Oltre l’ultimo cielo”: la mostra collettiva a Casa Sponge
Un viaggio artistico tra terra e infinito, per esplorare il cielo come spazio poetico e politico
Un progetto che supera i confini, tra arte, poesia e resistenza. Con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura.
Dal 14 luglio al 21 settembre 2025, Casa Sponge – presidio rurale e culturale nell’entroterra marchigiano, a Pergola (PU) – ospita Oltre l’ultimo cielo, una grande mostra collettiva che inaugura un progetto artistico di lunga durata.
Casa Sponge, Pergola (PU)
L’iniziativa, curata da Francesco Perozzi e Marcella Russo, è patrocinata da Fondazione Marche Cultura, che conferma il proprio impegno nel promuovere le realtà culturali più significative del territorio regionale.
Oltre l’ultimo cielo si propone come una riflessione profonda e necessaria sul tema del confine, sempre più presente nelle nostre vite come separazione fisica, simbolica e culturale. Il cielo, in questo contesto, diventa soglia, spazio conteso, desiderato, condiviso.
Un titolo ispirato alla poesia e alla libertà
Il titolo della mostra trae ispirazione da un verso del poeta palestinese Maḥmūd Darwīsh, e si ricollega al percorso di ricerca avviato da Casa Sponge nel 2020 con il progetto Cielo riservato al Cielo.
La locandina ufficiale della mostra collettiva
In quell’occasione, la casa lanciò una raccolta firme per istituire simbolicamente una no-fly zone poetica sopra la propria sede, rivendicando un cielo libero, non violato, né sorvegliato. Da quel gesto nasce ora un’indagine più ampia sul cielo come spazio politico, poetico e collettivo.
Dieci artisti per una visione condivisa
La mostra riunisce le opere di dieci artisti internazionali e italiani – Nobuyoshi Araki, Mario Consiglio, Antonello Ghezzi, Stefania Galegati, Giovanni Gaggia, Davide Mancini Zanchi, Gedske Ramløv, Michele Alberto Sereni, Grazia Toderi e Massimo Uberti – tutti chiamati a riflettere su ciò che sta “oltre il cielo”, tra desiderio e possibilità.
Nobuyoshi Araki, Untitled (Sky Polaroid), 2000 ca., polaroid, 10,5 x 8,7 cm, Collezione privata, ph. Natascia Giulivi
Le opere dialogano con gli spazi domestici e naturali di Casa Sponge, creando un percorso immersivo tra architettura e paesaggio.
Uno sguardo che sale, un confine che si trasforma
Il percorso espositivo si apre con l’intervento di Mario Consiglio, che trasforma le aperture della casa in soglie visive tra interno ed esterno. In giardino, il duo Antonello Ghezzi accoglie il visitatore con un’installazione che invita a sentirsi parte di una comunità cosmica, oltre ogni frontiera.
Giovanni Gaggia, Oltre l’ultimo cielo, 2025, calciobalilla a due aste con piano stellato, ph Giovanni Gaggia
Salendo tra le stanze, si alternano le visioni liriche e urbane di Michele Alberto Sereni e Nobuyoshi Araki, mentre Giovanni Gaggia espone per la prima volta a Casa Sponge un ricamo collettivo nato dalla domanda Com’è il cielo in Palestina?. Il cielo come resistenza, cura e relazione.
Voci, ombre, costellazioni e ritorni
Le fotografie di Gedske Ramløv suggeriscono un volo trattenuto, fatto di ombre e spiragli. Il video di Stefania Galegati, ambientato nel sottotetto, raccoglie memorie e visioni dal lockdown. Tra cucina e soggiorno, Davide Mancini Zanchi e Grazia Toderi aprono varchi tra spazio intimo e universo, tra costellazioni minimali e ritorni interiori.
L’ultimo gesto: un’altalena d’oro verso il cielo
Massimo Uberti, Found, 2022, altalena rivestita in foglia d_oro, Casa Sponge, Pergola, ph Natascia Giulivi
A guidare l’intero percorso, una serie di piccole installazioni di Massimo Uberti, presenza discreta e poetica che culmina all’esterno con un’altalena dorata sospesa sul colle di Mezzanotte: una soglia concreta e simbolica tra terra e infinito, tra arte e cielo.
L’arte come strumento di connessione e pace
Oltre l’ultimo cielo riafferma, in un tempo segnato da guerre e fratture, il ruolo dell’arte come atto partecipativo e necessario. Dalla realtà locale di Pergola, il progetto si apre a una dimensione globale, dove il cielo torna a essere spazio di immaginazione, speranza e comunanza.
Eventi e collaborazioni
La mostra è realizzata con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura e Fondazione Italia Patria della Bellezza, in collaborazione con It’s hard noise (CR). Il 25 luglio, alle ore 19, Casa Sponge ospiterà l’arrivo di Transumanza Gotica, il nuovo tour in bicicletta di Andrea Satta (voce dei Têtes de Bois), che approderà simbolicamente “all’ultimo cielo”.
Informazioni sulla mostra
Titolo:Oltre l’ultimo cielo
Artisti: Nobuyoshi Araki, Mario Consiglio, Antonello Ghezzi, Stefania Galegati, Giovanni Gaggia, Davide Mancini Zanchi, Gedske Ramløv, Michele Alberto Sereni, Grazia Toderi, Massimo Uberti
A cura di: Francesco Perozzi e Marcella Russo
Date: 14 luglio – 21 settembre 2025
Inaugurazione: domenica 13 luglio alle ore 12:00
Luogo: Casa Sponge, Via Mezzanotte 84, Pergola (PU)
Casa Sponge nasce nel 2008 a Pergola (PU), all’interno dell’abitazione dell’artista Giovanni Gaggia, configurandosi come primo artist-run space e residenza d’arte delle Marche. Promuove l’arte contemporanea fuori dai circuiti istituzionali, con un approccio sinergico tra curatori e artisti.
In 17 anni ha accolto circa 300 artisti italiani e internazionali, mantenendo indipendenza e autofinanziamento, e ricevendo attenzione dalla stampa specializzata.
Casa Sponge a Pergola, residenza artistica e b&b
Partecipa a manifestazioni nazionali e internazionali (tra cui Survival Kit a Riga e Biennale del Design a Lubiana) e ha attivato progetti diffusi come a,m,o – arte Marche oltre.
È presente nei Luoghi del Contemporaneo del MiC e dal 2025 fa parte della rete di residenze STARE. Tra gli artisti ospitati: Tintin Wulia, Ruangrupa, Massimo Uberti, Cristina Nuñez, e molti altri.
Ha pubblicato un volume celebrativo per i 10 anni (Regione Marche) e un breviario (Respira, NFC Edizioni). Nel 2024 è ente attuatore del progetto “BLU: il colore della cuccagna” per Pesaro Capitale Italiana della Cultura.
Il direttivo è composto da Giovanni Gaggia (presidente), Milena Becci, Daniela Eusepi, Mattia Galantini, Alessandro Giampaoli e Stefano Verri. Davide Quadrio, oggi direttore del MAO di Torino, è stato vicepresidente onorario e mentore dell’associazione.
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