Presentata ad Ascoli Piceno la Mostra fotografica Women for Women Against Violence

Arte e testimonianza per sensibilizzare su violenza di genere e tumore al seno.

Una tappa importante di un progetto culturale e sociale di ampio respiro, riconosciuto a livello nazionale e internazionale per la sua capacità di coniugare arte, testimonianza ed impegno civile.

Nella splendida cornice del Foyer del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, è stata presentata questa mattina la Mostra fotografica “Women for Women Against Violence” che sarà in esposizione dal 19 gennaio al 16 febbraio 2026 nella Sala Cola del Chiostro di San Francesco.

Un’iniziativa importante che utilizza il linguaggio universale della fotografia per focalizzare l’attenzione su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno.

21 ritratti fotografici raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial impegnati nella sensibilizzazione come Maria Grazia Cucinotta, Alessio Boni, Rosanna Banfi, Eleonora Daniele, Carolyn Smith, e tanti altri, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio, creando una narrazione collettiva che unisce arte, testimonianza e impegno sociale.

Un percorso espositivo immersivo, intimo e coinvolgente, ogni opera infatti è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare la storia che c’è dietro ogni ritratto direttamente dalla voce delle protagoniste creando così un dialogo diretto tra chi guarda e chi racconta.

Il valore artistico della mostra risiede negli scatti di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia, capace di restituire immagini di grande forza espressiva attraverso un’estetica rispettosa, intensa e mai spettacolarizzante del dolore.

L’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.

Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Due storie di dolore diverso ma profondamente intrecciate, che diventano immagine universale di resilienza, rinascita e bellezza imperfetta. Questo richiamo conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico.

Il progetto è ideato e prodotto da Donatella Gimigliano, giornalista e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, ed è realizzato con il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, del Comune di Ascoli Piceno, della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, dell’Ufficio Scolastico per le Marche della Direzione Generale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, della Fondazione Marche Cultura, e della Fondazione Italia Giappone, a conferma dell’alto valore istituzionale, culturale e sociale.

Sono intervenuti Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno, Morena Luchetti, Coordinatrice LILT Marche, Filomena Lamberti, prima donna sopravvissuta ad un’aggressione con acido solforico in Italia, Daisy De Nardis, Coordinatrice Musei e Luoghi della Cultura Fondazione Marche Cultura che ha portato il saluto del Presidente, Donatella Gimigliano, Presidente Associazione Consorzio Umanitas e ideatrice del progetto.

Presenti all’evento anche Raffaele Trivisonne, presidente LILT Ascoli Piceno, Claudia Torretta dell’USP Ascoli Piceno, delegata dall’USR Marche in rappresentanza del direttore Donatella D’Amico.

Women for Women Against Violence non è solo una mostra fotografica di forte impatto sociale e culturale, ma anche un programma televisivo di impegno civile che da sei anni va in onda sulle reti RAI, contribuendo a portare nelle case degli italiani storie autentiche di rinascita, resilienza e coraggio.

I ritratti fotografici vedono protagonisti: Alessandra Laganà & Benedetta Rinaldi, Alessio Boni & Chiara  Salvo, Antonia Liskova & Filomena Lamberti, Barbara Bartolotti & Patrizia Mirigliani, Beppe Convertini & Ilaria Capponi, Carolina Marconi & Edy Giordano, Emma D’Aquino & Elga Magrini, Gianluigi Nuzzi & Alessandra Viero, Giuliana Di Carlo & Carolyn Smith, Nicolo’ Maja con i nonni Ines e Giulio Pivetta (unica foto  con  tre  soggetti di  taglio  orizzontale),  Katia  Villirillo  &  Francesco  Montanari,  Leyla Hussein & Donatella Gimigliano, Luana Ravegnini & Antonietta Tuccillo, Maria Antonietta Rositani & Eleonora Daniele, Nadia Accetti & Maria Grazia Cucinotta, Nicoletta Romanoff & Nicolo’ Maja, Pinky & Eleonora Pieroni, Rosanna Banfi & Maria Pia Dionisi, Simone Sabani & Alessandro, Valentina & Francesca Pitzalis, Valeria Solarino & Fanny Cristina Campion.

Dichiarazioni

Marco Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno

«Quando l’arte abbraccia temi di rilevanza sociale assume un valore ulteriore perché ci permette di riflettere attraverso linguaggi e punti di vista diversi dal solito. Ospitare questa mostra è motivo di orgoglio per la nostra città perché si accendono i riflettori sulla violenza di genere e sul tumore al seno grazie alle foto di donne che vogliono lanciare un messaggio potente. Un appuntamento importante che conferma Ascoli come luogo privilegiato per eventi di caratura nazionale e internazionale».

Donatella Ferretti, Assessore all’Università e Istruzione

«Mi piace sottolineare l’originalità di questo progetto che unisce due forme di esperienza che feriscono profondamente la donna, che hanno ripercussioni profonde e spesso irreversibili sulla sua vita psichica, familiare, coniugale. Lo sfregio attraverso l’acido da sempre esemplifica un oltraggio alla femminilità, un tentativo di cancellare l’identità femminile. Questo mi ha sempre colpito e ferito tantissimo per cui ringrazio in modo particolare Filomena per la sua testimonianza».

Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas

«Dieci anni fa ero una paziente oncologica, con una storia familiare segnata dal tumore al seno. Conoscevo bene cosa significhi convivere con segni indelebili, visibili e invisibili, che restano impressi sulla pelle e nell’anima. Quelle stesse cicatrici le ho riconosciute negli sguardi e nelle storie delle donne sopravvissute alla violenza: ferite diverse, ma altrettanto profonde. Da questa consapevolezza è nato questo progetto che dà voce a storie di vita, resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza, e perché dietro ogni ferita c’è una storia che merita di essere raccontata e, soprattutto, di essere ascoltata».

Filomena Lamberti, prima donna sfregiata con acido solforico in Italia

«La violenza lascia ferite che non sono solo sul corpo, ma nell’anima e nella dignità delle persone. Per questo credo profondamente nell’importanza di una comunicazione sociale capace di andare oltre le parole e di arrivare dritta al cuore. L’arte ha questo potere: rende visibile ciò che spesso resta nascosto, dà voce a chi ha sofferto e trasforma il dolore in consapevolezza collettiva. Progetti come questa esposizione sono fondamentali perché utilizzano il linguaggio universale delle immagini per rompere il silenzio, accendere coscienze e ricordare che dalla violenza si può e si deve uscire»

Morena Luchetti, Coordinatrice LILT Marche

«La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori sostiene e incoraggia pregevoli iniziative come quella di oggi ospitata nella splendida cornice della Città di Ascoli Piceno e siamo particolarmente lieti e orgogliosi di aver preso parte a questa iniziativa che l’Associazione Consorzio Umanitas, a cui siamo legati da tempo, sta portando avanti in tutto il territorio nazionale; la lotta al tumore al seno, come ogni altra forma di tumore e violenza, sono da sempre al centro dell’attenzione della LILT, soprattutto nell’ottica preventiva; la prevenzione, ad ogni livello, è un “metodo di vita” che deve contagiare tutti, a partire dalle generazioni più giovani. Con questo spirito, rivolgiamo a tutti un caloroso invito a visitare questa Mostra, e a fare tesoro degli insegnamenti che se ne ricevono».

Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura

«La Fondazione Marche Cultura è da sempre al fianco delle arti come strumento di crescita, consapevolezza e cambiamento. Lo è con ancora maggiore convinzione in un’occasione come questa, in cui il valore culturale della mostra si intreccia profondamente con un messaggio sociale di straordinaria forza. “Women for Women Against Violence” unisce due temi solo apparentemente lontani: il tumore al seno e la violenza di genere. Sono battaglie diverse, ma accomunate dal fatto di attraversare il corpo e la mente delle donne, lasciando segni profondi. Si combattono con strumenti differenti, ma entrambe richiedono prevenzione, ascolto e, soprattutto, la capacità di spezzare la solitudine. Sapere di non essere sole, riconoscersi nelle storie di altre donne, condividere il dolore e la speranza, trovare il coraggio di guardare oltre la difficoltà del momento: tutto questo rende più forti. Ed è proprio qui che la cultura svolge un ruolo fondamentale, perché trasforma un’esperienza intima e spesso silenziosa in una testimonianza collettiva, capace di generare empatia, consapevolezza e cambiamento».

Women for Women against Violence – La Mostra
Ascoli Piceno, Chiostro di San Francesco – Sala Cola | 19 gennaio – 16 febbraio 2026

Orari di apertura al pubblico:

dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
Domenica 10.00 – 13.00 / 16.00 – 18.00
Ingresso libero

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