Si chiude il Convegno Internazionale di studi su Luigi Vanvitelli

Si è concluso oggi ad Ancona il Convegno dedicato a “Luigi Vanvitelli, il Maestro e la sua eredità”: tre giornate di studio organizzate per le celebrazioni dei 250 anni dalla morte del celebre architetto, ingegnere e scenografo, che ha lasciato tracce significative del suo ingegno in Campania, Lazio e nelle Marche.

Il programma di iniziative di rilievo nazionale e internazionale attivato dal Museo Reggia di Caserta in diversi territori, topici nella biografia personale e artistica di Luigi Vanvitelli ha fatto tappa nelle Marche con un convegno internazionale di studi sulla figura del poliedrico Maestro. Le tre giornate di studio si sono svolte nel luogo simbolo della città dorica e dell’indiscusso genio del Settecento: la Mole di Ancona.

Presso l’Auditorium della Mole, si sono succeduti dal 7 al 9 settembre gli interventi di importanti studiosi provenienti da diversi atenei e istituti di cultura italiani e stranieri che hanno presentato nuove ricerche su una molteplicità di argomenti volti a ritrarre l’uomo, l’architetto, l’ingegnere, il musicologo, l’inventore, il padre, il religioso e ogni elemento che possa chiarire il valore e la trasversalità della sua eredità.

Quattro le sezioni di lavoro: “La poliedricità del maestro tra formazione ed esperienze”; “Il professionista tra committenza e collaborazioni”; “La narrazione dell’opera vanvitelliana” ed infine “L’eredità: la diffusione del linguaggio vanvitelliano”.

Quest’ultima giornata ha visto le conclusioni del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dell’assessore alla Cultura Chiara Biondi, del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, intervenuto in video collegamento, e da ultimo, del direttore generale della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei.

“Costruire il futuro in una prospettiva di bellezza”

“Il convegno – ha dichiarato il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – è servito a comprendere pienamente il grande lavoro svolto da quegli artisti che hanno contribuito in maniera indelebile a costruire le nostre città. Trecento anni fa Vanvitelli ampliava il porto di Ancona, facendo così della città, attraverso l’apertura sul mare, la Porta d’Oriente. Vorrei prendere spunto dall’idea geniale di Vanvitelli per fare una similitudine con i tempi che viviamo oggi. Le nostre città sono spesso cresciute senza una visione che guardasse oltre. La sfida lanciata da Vanvitelli deve essere la sfida della Regione che guarda in una prospettiva futura di sviluppo urbanistico che tiene conto delle infrastrutture con una logica di efficienza ma allo stesso tempo di bellezza”. “Occorre dunque – afferma Acquaroli – valorizzare gli insegnamenti che ci sono stati lasciati in eredità dal passato, utilizzandoli per costruire le nostre città del futuro e ridare una dimensione nuova ad Ancona, al suo porto e a tutte le Marche”.

Pienamente concorde con il presidente Acquaroli è stato il sottosegretario Vittorio Sgarbi il quale ha auspicato una nuova stagione culturale per Ancona all’insegna della bellezza e l’organizzazione del convegno di Ancona si colloca in questa direzione: “Così facendo – ha detto – si è restituito onore a un artista che ha dato un’immagine nuova alla città sfruttando la sua sensibilità di architetto a cavallo tra il classicismo rinascimentale e il barocco”.   

“Era doveroso – ha detto infine l’assessore Biondi – tributare il giusto riconoscimento a un artista poliedrico quale Vanvitelli. Spero che il minuzioso lavoro preparatorio compiuto lasci una traccia, specialmente in quei giovani studiosi che vorranno approfondire l’opera vanvitelliana”.

“Il convegno di oggi accende la luce su un genio che ha lasciato segni straordinari del suo talento e della sua visione anche nelle terre marchigiane – afferma Andrea Agostini, Presidente di Fondazione Marche Cultura – “L’eredità del futuro”, il claim scelto per questa giornata di studi, è perfetto perché coglie in pieno la modernità del Maestro e la sua capacità di vedere oltre il proprio tempo. Mi auguro che queste celebrazioni per i 250 anni dalla morte del Vanvitelli possano essere punto di partenza per valorizzarne le opere che ancora oggi ammiriamo in diverse città della Regione e proseguire un proficuo rapporto di partnership culturale con la Campania.”

L’eredità di Vanvitelli viaggia anche sui social

La comunicazione del settore Cultura della Regione Marche è sempre più social, attraverso il coinvolgimento della Fondazione Marche Cultura, che ha seguito l’evento supportando la comunicazione e la promozione delle tre giornate di studio. Il bilancio numeri della copertura social dell’evento è di grande rilevanza: oltre 100 mila le persone raggiunte sui canali gestiti dalla Fondazione Marche Cultura attraverso lo storytelling del convegno, tra storie, post e reel. Più di 100 le stories di racconto live delle quattro sezioni di lavoro. Numeri che vanno ad aggiungersi a quelli comunicati dalla dirigente del Servizio Cultura della Regione Marche, Daniela Tisi, relativi allo streaming e alle visite al sito web dedicato, realizzato dal Fondo Mole Vanvitelliana: 250 visualizzazioni per ogni sessione di lavoro e circa 2300 visite giornaliere al sito.

Veicolare contenuti culturali attraverso i social permette di raggiungere un pubblico nuovo e sempre più ampio, generando interesse e coinvolgendo anche le nuove generazioni con registri comunicativi adeguati ai diversi target di riferimento. Una sfida impegnativa ma possibile!

FMC Fondazione Marche Cultura
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