Torna Le Parole della Montagna: il Festival riflette sul significato di “precipizio”

Sui Monti Sibillini, tra borghi, sentieri e visioni, la XVI edizione del Festival intreccia cultura, natura e spiritualità per esplorare la parola che ci parla del limite, della vertigine, ma anche del cambiamento.

La sedicesima edizione del festival riflette sul “precipizio” come spazio di crisi e possibilità. Dal 5 al 20 luglio tra Monteleone di Fermo, Monte San Martino, Monti Sibillini e Smerillo. Patrocinato da Fondazione Marche Cultura

Ogni anno, nella cornice intima e maestosa dei Monti Sibillini, accade qualcosa di straordinario. In un piccolo borgo arroccato tra cielo e terra, Smerillo, e nei paesi limitrofi di Monteleone di Fermo, Monte San Martino e nei sentieri dei Sibillini, prende vita un festival che ha fatto della Parola il suo fulcro, e della Montagna il suo orizzonte simbolico e culturale.

Le Parole della Montagna è un festival unico nel panorama italiano, perché nasce da un’idea semplice e radicale: ogni edizione è dedicata a una sola parola – scelta per la sua forza evocativa, per la sua capacità di interrogare il nostro tempo – intorno alla quale si intrecciano discipline, pensieri, linguaggi. Dopo “origine”, “sorgente”, “cura” e “limite”, la parola del 2025 è “PRECIPIZIO”.


PRECIPIZIO: non solo caduta, ma trasformazione

Il vocabolario ci dice che il precipizio è “un luogo scosceso, uno strapiombo da cui si può facilmente cadere”; ma, in senso figurato, indica anche la rovina, la perdita, la crisi. Una parola dura, scomoda, che turba. Ed è proprio per questo che è stata scelta: perché ci costringe a guardare in faccia l’instabilità del nostro tempo, l’insicurezza che attraversa le nostre vite personali e collettive, il senso diffuso di vivere “sull’orlo”.

Ma precipizio non è solo pericolo: può diventare una soglia, una frattura da cui nasce nuova visione. È il punto da cui si può cadere, ma anche risalire più forti, come nella radice greca di chaos, che indica lo spazio aperto e insondabile, generativo. È il luogo dove si combatte tra il bisogno di rimanere aggrappati al noto e il desiderio di lasciarsi andare, mollare gli ormeggi, cercare nuove rotte.


Il festival e i suoi luoghi

L’edizione 2025 del Festival – patrocinata da Fondazione Marche Cultura – si articola in quattro tappe:

📍5 luglio – Monteleone di Fermo
📍12 luglio – Monte San Martino
📍13 luglio – escursione e spettacolo sui Monti Sibillini
📍17-20 luglio – Smerillo (cuore della manifestazione)

In questi luoghi, che conservano l’anima autentica dei borghi dell’Appennino, prenderanno forma 34 eventi tra conferenze, spettacoli, concerti, proiezioni, escursioni, laboratori e momenti di spiritualità.


Un’esperienza culturale, spirituale e umana

Le Parole della Montagna non è solo un festival, ma una comunità temporanea che si crea, ogni anno, nella cornice suggestiva di Smerillo. Qui, tutto è ridotto all’essenziale: piccoli spazi, pochi abitanti, ma grande bellezza. Panorami mozzafiato che abbracciano mare e monti, silenzi densi, relazioni autentiche, lentezza.

Questa atmosfera è ciò che rende il festival davvero speciale, perché genera connessione e ascolto, fa spazio al pensiero e alla cura, lontano dal rumore e dalla frenesia.


Un modello per la cultura nei territori

Il festival valorizza i piccoli borghi dell’entroterra marchigiano, mostrando come siano luoghi perfetti per accogliere cultura di altissima qualità, turismo consapevole, scambi generativi. La rete che unisce Smerillo, Monteleone e Monte San Martino diventa esempio virtuoso di sinergia tra amministrazioni, associazioni e cittadini, sostenuta da enti come la Fondazione Marche Cultura, che ne riconosce il valore strategico e identitario.


Per saperne di più

📄 Il programma completo del festival è consultabile sul sito ufficiale:
👉 www.leparoledellamontagna.it

📍Dal 5 al 20 luglio, lasciatevi interrogare dal precipizio, nella cornice indimenticabile delle Terre Alte.

FMC Fondazione Marche Cultura
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