Le Parole della Montagna 2026 a Smerillo: “soccorso”

Torna il festival che trasforma i borghi dell'Appennino in laboratori di pensiero a cielo aperto

Smerillo si prepara ad accogliere, dal 17 al 19 luglio, l'edizione 2026 de "Le Parole della Montagna", iconico festival dell’entroterra marchigiano che quest'anno sceglie come filo conduttore la parola «soccorso». Il Festival è organizzato dall’Associazione Smeriglio con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura e grazie al Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, i Comuni di Smerillo, Monte San Martino, Arquata del Tronto.

«Lontano dai luoghi comuni vicino all’essenziale dentro al tuo passo lento fuori da te ascolta le parole della montagna»

Il tema: «soccorso»

Le Parole della Montagna 2026 mette al centro la parola “soccorso”, declinata come lente d’ingrandimento per esplorare chi aiuta, chi ha il coraggio di chiedere aiuto, ma anche chi l’aiuto non lo desidera, rivendicando una solitaria libertà, affinché l’aiuto non diventi mai dominio.

Un tema che guida il percorso culturale del festival e tratteggia il perimetro di un percorso comune, sempre con l’obiettivo di omaggiare la montagna, la lentezza, la solitudine, l’essenzialità.

Il programma combina incontri, reading, seminari, approfondimenti, passeggiate ed esperienze all’aperto, con contenuti che spaziano dalla filosofia all’alpinismo, dalla poesia all’arte, dalla storia alla teologia, pensati per un pubblico di tutte le età.

Il programma e gli ospiti

Il prestigioso cartellone 2026 vede protagonisti numerosissimi ospiti di rilievo del panorama scientifico, filosofico e artistico nazionale – tra cui Simone Cristicchi e l’alpinista Simone Moro – capaci di sviscerare il tema del soccorso da molteplici prospettive.

Nell’ottica di mettere in rete i piccoli borghi dell’entroterra marchigiano e dopo l’anteprima a Monte San Martino (MC), il Festival coinvolge quest’anno anche il Comune di Arquata del Tronto con un appuntamento fortemente simbolico nel decimo anniversario dal sisma.

Un’escursione nel bosco di Spelonga, il 12 luglio, guidata dal CAI di Amandola, dove un’orchestra a sorpresa, fonderà la musica con i suoni della natura, unendo il ricordo del passato alla spinta per la rinascita.

«Ci rendiamo conto che la scelta di questi luoghi per un Festival possa sembrare contro ogni logica moderna. Ma sono invece i paesi come Smerillo, quelli in cui, proprio perché sembra non succedere nulla, può accadere tutto, e quel “tutto” può trovare la sua ragione nell’attivazione culturale. Un “soccorso” – per richiamare la nostra parola di quest’anno – a luoghi che, seppur lontani dai grandi centri, continuano a vivere e lo fanno anche grazie a manifestazioni come “Le Parole della Montagna” e ai prestigiosi partner che, anno dopo anno, ci supportano» ha ricordato Simonetta Paradisi, organizzatrice e direttrice artistica del Festival. 

Smerillo, il cuore del festival

Il nucleo e cuore pulsante della manifestazione rimane il piccolissimo borgo di Smerillo, dove vivono solo 50 anime, arroccato a quasi ottocento metri di altitudine, con una visuale a 360° gradi dai Monti Sibillini al mare del Conero.

Un luogo fuori dai grandi circuiti, lontano dalle logiche di mercato e del turismo di massa dove non sono presenti attrazioni nel senso convenzionale del termine, ma ci sono il paesaggio, il silenzio, i colori, la luce.

Ed è proprio questa semplicità a rendere Smerillo un contesto di straordinaria bellezza ed essenzialità, capace di offrire un’esperienza rara, in cui ritrovare il valore delle cose essenziali.

Un’esperienza culturale, spirituale e umana

Il nucleo centrale del festival prende avvio con interventi pensati per aprire prospettive inedite sul tema del soccorso e si svolgerà nelle giornate di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 luglio.

Il paleontologo Giorgio Manzi accompagnerà il pubblico lungo i sentieri dell’evoluzione umana per mostrare come l’aiuto reciproco abbia contribuito a renderci umani, mentre il prof. Stefano Vicari affronterà il grido d’aiuto dei giovani dal punto di vista della psichiatria infantile.

La letteratura e la poesia, intese come pratiche di cura, saranno al centro degli incontri con il rettore John Mc Court e il critico Filippo La Porta, culminando in un’agorà poetica nel bosco che trasforma la natura in palcoscenico.

I filosofi e tanatologi Ines Testoni e Davide Sisto proporranno riflessioni di Death Education per alleggerire l’angoscia della fine.

Non mancheranno momenti di spettacolo e riflessione: la lezione‑spettacolo di Cesare Catà sul mito di Perseo, il confronto con Francesca Rigotti sul confine tra aiuto e dominio, e la serata alpinistica con Simone Moro, simbolo del soccorso estremo.

Arte, musica e poesia si intrecciano nelle performance di Simone Cristicchi e Davide Rondoni, nella live art di Federica Amichetti e nella mostra di Marco Salusti, offrendo un percorso che unisce pensiero, emozione e pratica in un contesto naturale e partecipato.

Lo Stato a salvaguardia delle Comunità

Il sen. Guido Castelli sposterà lo sguardo sul piano costituzionale, richiamando i principi di solidarietà e dignità sociale, in dialogo con il Presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini nel panel in programma sabato 18 luglio.

La Costituzione italiana affida alle istituzioni un mandato preciso: garantire protezione, promuovere la dignità della persona, salvaguardare la coesione sociale. Non un semplice assistenzialismo, ma il riconoscimento che la cura del singolo e della collettività costituisce uno degli scopi supremi della Repubblica.

Solo assumendo questo principio come fondamento condiviso possiamo sentirci parte di una comunità autentica, orientata al bene comune e capace di costruire forme nuove e responsabili di vicinanza sociale.

Corpo e mente in armonia nella natura

Le mattine del festival trasformano Smerillo in un laboratorio di corpo e spirito: cammini guidati su un tratto del Cammino dei Cappuccini si intrecciano con momenti di meditazione e silenzio ispirati al Cantico delle Creature, offrendo un’esperienza lenta e rigenerante nella natura.

Accanto alle passeggiate, i laboratori esperienziali — dal Barefoot allo Yoga, dal Forest Bathing alla riflessologia plantare — invitano il pubblico a riscoprire sensazioni profonde e ritmi essenziali, rendendo ciascuno protagonista di un percorso introspettivo.

Anche i più piccoli trovano il loro spazio: un’escursione animata nel bosco è pensata per avvicinarli alla natura con gioco e meraviglia, completando così un’offerta che unisce benessere, contemplazione e partecipazione attiva.


Programma completo: https://www.leparoledellamontagna.it/
Per maggiori informazioni scrivere a info@leparoledellamontagna.it 


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