Il 2024 è un anno molto importante per l’Italia e per i suoi geni. Si celebrano infatti i 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi (1874 – 1937) e di Adolfo De Carolis (1874 – 1928): inventore della radio il primo, poeta dell’immagine il secondo, uniti da un periodo storico di estrema vivacità permeata di voglia di fare e di innovare. Il nostro Adolfo De Carolis, artista poliedrico, nato a Montefiore dell’Aso in una casa di recente restauro, percorse le nostre terre per divenire un artista ed intellettuale di spicco nazionale tanto da essere il riferimento dell’immagine nella letteratura, nell’architettura, nell’editoria, nelle “arti minori” e nell’industria.
In ogni luogo, il De Carolis sempre seppe dare un contributo pertinente senza mai perdere di vista una poetica di respiro personale ed originale; è proprio ad Ascoli Piceno che il De Carolis puntò la sua attenzione sulla ceramica valorizzando le locali eccellenze centrate sull’impresa Matricardi e sui ceramisti ascolani evocati dalla Dott.ssa P. Petracci. La città di Ascoli è peraltro luogo privilegiato, come il sindaco M. Fioravanti e il Presidente di Fondazione Marche Cultura A. Agostini avranno modo di sottolineare, per salutare i 150 anni di De Carolis per via delle opere, oltre alla ceramica, che in questa città il De Carolis ebbe a lasciare mescolando divinamente iconografie antiche e tradizioni locali.
Nel corso di questo incontro, che si terrà Domenica 21 Aprile alle ore 16,30 nella prestigiosa Sala De Carolis / Ferri presso il Palazzo dell’Arengo, diversi studiosi, da angoli diversi, ragionano sul ruolo di Adolfo De Carolis nelL’Art Nouveau sempre tenendo a mente i valori artistici locali portati dai ceramisti della città di Ascoli Piceno.
Il Prof. S. Papetti introduce il complesso tema del Liberty nel Piceno ripreso poi dal Prof. M. Egidi proprio nel caso di Villa Blanc, decorata dal De Carolis e restaurata nel corso degli ultimi anni. L’antropologo G. Recchioni, ideatore dell’evento, tocca il tema sottile del De Carolis etnografo, mentre il Prof. O. Mauro farà un rapido ex-cursus sulla vita di Adolfo De Carolis. Ad armonizzare gl’interventi, la giornalista P. Dragoni, esperta di Adolfo De Carolis.
“Esprimo vivo apprezzamento per l’impegno degli organizzatori di questo convegno – commenta il presidente di Fondazione Marche Cultura presente all’evento -. La celebrazione di ricorrenze significative, come i 150 anni dalla nascita di Adolfo De Carolis, permette di riscoprire e valorizzare la memoria ed il lascito di grandi marchigiani. Non c’è dubbio che siamo nel posto giusto per ricordare questa figura significativa. Tra le sue opere di maggior pregio abbiamo infatti la decorazione del Salone delle feste al Palazzo del governo di questa città, opera per la quale, tra l’altro, De Carolis rifiutò qualunque compenso, considerandolo un dono alla comunità, un gesto di gratitudine. Nell’opera di questo artista totale, che esplorò svariate forme di espressione, pittura, decorazione, xilografia, fotografia, scenografia, le Marche, le radici, ricorrono continuamente. Abbiamo detto di Ascoli, potremmo parlare di lavori effettuati a San Benedetto del Tronto, a Macerata, alla sua Montefiore che gli ha dato i natali, del manifesto celebrativo della battaglia di Castelfidardo, del disegno della Sibilla, raffigurato nell’etichetta del popolare amaro etichetta dell’Amaro Sibilla, prodotto della distilleria Varnelli, in un tempo in cui i grandi artisti si misuravano spesso con il linguaggio pubblicitario. Non è un caso che De Carolis intrattenne una prolungata amicizia ed una fitta corrispondenza con il vate Gabriele D’Annunzio. In De Carolis l’arte tocca vette altissime, ma si accompagna alla valorizzazione del piccolo, dell’artigianale, dell’arte popolare, dalla ceramica al tessile, fino al legno delle barche dei pescatori. In questo aspetto credo si possa leggere la profonda “marchigianità” di una figura che ha conosciuto i più grandi artisti ed intellettuali della sua epoca, ha lasciato ovunque tracce del suo talento, senza tuttavia mai perdere le proprie radici.”
Chi è Adolfo de Carolis?
Adolfo De Carolis nasce nel 1874 a Montefiore dal padre Gioacchino, medico condotto originario di Cossignano, e dalla madre Ester Pompei, originaria di San Benedetto del Tronto. Resterà però sempre legato a Montefiore, dove tornerà spesso per ritrovare «la quiete profumata e sinuosa dell’Aso, nel lembo di mare che azzurreggia giù in fondo». Muore a Roma nel 1928 e viene sepolto nel cimitero del Verano. Nel 1950 le sue spoglie vengono trasferite nella chiesa di San Francesco a Montefiore.
È stato un pittore, restauratore, decoratore, incisore, illustratore, xilografo e fotografo italiano. Protagonista dell’arte italiana idealista e simbolista fra Ottocento e Novecento, De Carolis ha influito in modo determinante negli sviluppi formativi del gusto floreale, operando in egual misura anche nei campi dell’illustrazione, della pittura e della fotografia. Frequentemente collocato dalla critica nel contesto liberty, De Carolis oppone però polemicamente la sua fede artistica nella tradizione rinascimentale ed ermetica alle bizzarrie organicistiche dell'”arte nuova”, come appare in particolare in un articolo sul Leonardo dopo una visita alla Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902. La sua opera esibisce piuttosto un’evoluzione dell’estetica preraffaellita, fortemente condizionata da modelli e stilemi del giapponismo, da un lato, e da un inquieto formalismo di stampo michelangiolesco, dall’altro. De Carolis ha collaborato con grandi letterati, illustrando con disegni e xilografie opere di Gabriele D’Annunzio e di Giovanni Pascoli, con una maniera grafica inconfondibile, decorativamente organica tanto all’architettura tipografica quanto ai contenuti.
Digital Media Teamper lo sviluppo di strategie di comunicazione e marketing digitale
Il 24 maggio 2026 il Comune di Agugliano - Assessorato alla Cultura, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura, celebra l'VIII centenario della morte di San Francesco d'Assisi con una giornata che unisce natura, spiritualità e tradizione. L’apertura straordinaria del complesso francescano diventa il punto di partenza per cammini immersivi, momenti di fede all’aperto, conferenze storiche, arte en plein air e degustazioni ispirate alla semplicità francescana, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica nel cuore delle Marche.
L’Associazione Dimore Storiche Italiane celebra la XVI edizione della Giornata Nazionale, dedicata al tema “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”. Domenica 24 maggio 2026, centinaia di dimore storiche — il più grande museo diffuso del Paese — aprono le loro porte a migliaia di visitatori in tutta Italia. Un’opportunità unica per scoprire luoghi di grande fascino, ricchi di storia e bellezza, spesso poco conosciuti e lontani dai circuiti turistici tradizionali.
Il Grand Tour Musei 2026 torna nelle Marche da lunedì 18 a domenica 24 maggio con la sua XVIII edizione, promossa dalla Regione Marche e dalla Fondazione Marche Cultura, in collaborazione con il MiC Palazzo Ducale di Urbino - Direzione regionale Musei nazionali Marche e il Coordinamento Regionale Marche di ICOM. L’iniziativa, che si svolge in concomitanza con la Giornata Internazionale dei Musei e la Notte dei Musei, mette al centro il tema scelto da ICOM per questa edizione: “I musei uniscono un mondo diviso”. Per una settimana i musei marchigiani si trasformano in spazi di incontro, dialogo e partecipazione, offrendo un programma diffuso e accessibile a cittadini e visitatori.
Le Marche custodiscono una rete di 62 teatri storici diffusa tra borghi e città, simbolo identitario delle comunità e testimonianza unica della cultura dei “teatri condominiali all’italiana”. Il Salone Internazionale del Libro di Torino ospiterà, il prossimo 16 maggio alle 14.30, un appuntamento di grande rilievo culturale curato dalla Fondazione Marche Cultura. Il panel, intitolato "I Teatri Storici delle Marche: un patrimonio da diffondere", vedrà la partecipazione di Daisy De Nardis e Giuseppe Nardi, pronti a guidare il pubblico alla scoperta di uno dei sistemi teatrali più straordinari d'Italia.
Popsophia torna ad Ancona dall’8 al 10 maggio 2026 con una nuova edizione, patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura, interamente dedicata alla “Melancholia”. Tre giorni di incontri, rassegne, spettacoli e una mostra immersiva che trasformano il Teatro delle Muse, il Ridotto e la Pinacoteca Civica Podesti in un laboratorio culturale sullo spirito saturnino del nostro tempo. Il festival diretto da Lucrezia Ercoli conferma la sua vocazione di leggere il presente attraverso il dialogo tra cultura pop e pensiero filosofico con il sostegno della Regione Marche e del Comune di Ancona.
Il 9 e 10 maggio Civitanova Marche torna a essere hub della formazione con Edunova 2026 – Humans in Tech, il Festival dell’Educazione dedicato al rapporto tra essere umano e nuove tecnologie. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Comprensivo Sant’Agostino di Civitanova Marche–Montecosaro, è patrocinata anche da Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, che quest’anno non solo sostengono il festival, ma partecipano attivamente al programma con eventi dedicati a cultura, cinema e innovazione digitale.