Ancona accoglie il Rinascimento Marchigiano: tesori salvati dal sisma in mostra alla Mole
Un’esposizione che celebra la rinascita dei territori colpiti dal sisma attraverso l’arte restaurata, tra capolavori ritrovati, analisi innovative e nuovi modi di raccontare il patrimonio culturale.
Dopo le tappe di Roma e Ascoli Piceno, è arrivata ad Ancona – nella suggestiva cornice della Mole Vanvitelliana – la mostra “Rinascimento Marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma lungo i cammini della fede”, a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi. L’esposizione, visitabile fino al 15 giugno 2025, racconta il patrimonio storico artistico colpito dai sismi del 2016-17 e del novembre 2022 e restituito alla collettività attraverso un importante lavoro di restauro, valorizzazione e condivisione.
Promossa da Comune di Ancona, Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, e quella delle Province di Ancona e Pesaro Urbino, con il contributo del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, del Ministero della Cultura, della Regione Marche, dei Comuni di Ascoli Piceno e San Severino Marche, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura e la collaborazione di Marche Teatro, l’organizzazione della mostra è curata da Artifex con i servizi di mostra affidati ad Ancona Servizi.
Un’esposizione che racconta un’identità culturale da ricostruire
“Sembrano ormai lontane – scrivono i curatori Papetti e Moriconi – le drammatiche giornate dei mesi di agosto e ottobre del 2016…”: parole che aprono il catalogo della mostra e restituiscono il senso di un progetto culturale che vuole andare oltre la restituzione fisica delle opere, per toccare le radici più profonde dell’identità delle comunità colpite.
La mostra si sviluppa in tre sezioni cronologiche: il Medioevo, il Rinascimento e il Seicento. Le opere sono tutte state restaurate da professionisti marchigiani. Tra i capolavori più significativi spiccano due opere anconetane non più visibili nei luoghi originari: il Crocifisso ligneo del XIII secolo proveniente dalla chiesa del Santissimo Salvatore (oggi Santi Pellegrino e Teresa), e l’olio su tela San Carlo Borromeo in gloria e santi di Cesare Dandini (1625-1630), dalla chiesa del Santissimo Sacramento.
Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, ha sottolineato che “sostenere questa mostra significa partecipare alla ricostruzione di un’identità viva. Non si tratta solo di restauro materiale: si tratta di custodire e rinnovare un dialogo profondo con la storia e il territorio che ci appartengono.”
Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona, ha evidenziato come “la città, accogliendo queste opere, diventi baricentro naturale di una valorizzazione culturale che parte dalle aree interne colpite dal sisma e arriva fino al cuore del capoluogo, proiettando un messaggio di rinascita e apertura“.
Per Marta Paraventi, Assessore alla Cultura del Comune di Ancona, “questa mostra inaugura una nuova stagione espositiva per la Mole Vanvitelliana, pensata non solo per esaltare le opere ma anche per valorizzare il contenitore e i luoghi culturali vicini come il Museo Omero e La Mole“.
Guido Castelli, Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione, ha dichiarato: “Quest’arte ci appartiene e ci definisce. Per continuare ad abitare questi luoghi non basta ricostruire case e strade: è necessario preservarne l’anima. Le opere esposte raccontano l’identità, la fede e la memoria delle comunità colpite. È un onore aver sostenuto questa operazione di rinascita.”
Oltre il visibile: le opere raccontano anche grazie al digitale
Una delle novità più interessanti della tappa anconetana è rappresentata dall’introduzione di contenuti digitali. Alcune opere sono state sottoposte ad analisi diagnostiche avanzate, che hanno permesso di rivelare pentimenti, pigmenti rari – come il lapislazzuli – e disegni preparatori nascosti sotto la superficie pittorica. Le opere oggetto di queste analisi sono accompagnate da QR Code, che danno accesso a brevi video divulgativi capaci di arricchire l’esperienza del pubblico e diffondere la conoscenza del lavoro di restauro.
Capolavori ritrovati: viaggio tra le opere in mostra
Tra i capolavori in esposizione si segnalano il Crocifisso ligneo con cielo blu stellato, XIII secolo, proveniente dalla chiesa paleocristiana del Santissimo Salvatore di Ancona, restaurato da Maria Laura Passarini. Il Cristo è rappresentato secondo la tipologia del Christus Triumphans, vivo e trionfante, con un raro fondo stellato, simbolo del cielo e della resurrezione.
Il San Carlo Borromeo in gloria e santi (1625-1630) di Cesare Dandini, proveniente dalla chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona, è un’opera monumentale commissionata da un musicista legato alla corte medicea. Oltre a san Carlo, include la figura di san Lorenzo, patrono dell’antica basilica di Ancona. Restaurato da Maria Veronica Soro, il dipinto è stato recuperato dopo il sisma del 2022.
La Madonna in trono col Bambino e sant’Anna, san Rocco e san Sebastiano di Lorenzo d’Alessandro (seconda metà del XV secolo), proveniente dalla scomparsa chiesa di San Michele Arcangelo di Matelica, prima del restauro presentava vistosi distacchi della pellicola pittorica e un complesso reticolato costrittivo sul retro, oggi rimosso.
Tra le curiosità, si scopre che nel polittico di Corridonia Antonio Vivarini ha impiegato abbondantemente il lapislazzuli, il pigmento più prezioso dell’epoca, riservato solo a committenze prestigiose. Questo dettaglio svela l’importanza e il valore originario dell’opera.
Completano il percorso espositivo il trittico di Carlo Crivelli, opere di Pietro Alamanno, Cola dell’Amatrice, Ludovico Trasi e Giuseppe Puglia detto il Bastaro.
Agevolazioni, pacchetti e accessibilità
La mostra sarà aperta fino al 15 giugno con i seguenti orari:
Biglietto intero: 8 euro. Ridotto: 5 euro per residenti del Comune di Ancona, studenti universitari, under 25, over 65, famiglie, membri di enti culturali, clienti ristoranti convenzionati e chi ha pernottato almeno una notte in una struttura marchigiana. Ingresso gratuito per under 16, disabili con accompagnatore, guide turistiche, giornalisti con tesserino, ospiti di strutture convenzionate con almeno due notti di soggiorno.
Sono inoltre previsti pacchetti integrati: ogni venerdì, sabato e domenica alle ore 18, su prenotazione, sarà possibile partecipare a una visita guidata della mostra con accesso al marciaronda della Mole (10 euro, minimo 10 persone), con possibilità di concludere con un aperitivo presso The Mole.
XS Cagli, il ReWriters fest. porta nelle Marche la voce delle nuove generazioni Dal 16 al 18 ottobre il Teatro Comunale di Cagli ospita la prima edizione marchigiana del festival dedicato agli under 30. Fondazione Marche Cultura patrocina l’iniziativa, che promuove il dialogo intergenerazionale e la sostenibilità sociale attraverso la cultura.
Dal 16 al 18 ottobre 2026, il suggestivo borgo medievale di Appignano (in provincia di Macerata) si prepara ad accogliere la XXIV edizione di Leguminaria. Organizzata dal Comune di Appignano insieme alla Pro Loco locale, con il patrocinio del Consiglio regionale delle Marche e di Fondazione Marche Cultura, la celebre kermesse nazionale unisce il gusto autentico dei legumi del territorio e la straordinaria tradizione dei maestri vasai. Un appuntamento che fa parte del Grand Tour delle Marche e del progetto “Le Marche, le Comunità Operanti”, offrendo ai visitatori un'esperienza di turismo slow, culturale ed enogastronomico d'eccellenza.
A Montegiorgio gli studenti dell’IIS “Carlo Urbani” raccontano il territorio con il podcast. Il laboratorio promosso da Fondazione Marche Cultura con il Comune di Montegiorgio trasforma gli studenti in autori di storie sul patrimonio marchigiano.
La conoscenza torna al centro dello spazio pubblico per interrogarsi sulle grandi questioni della contemporaneità. Dal 13 al 16 ottobre 2026 prende il via la quarta edizione del Macerata Humanities Festival, organizzata dall’Università di Macerata con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura e insignita della medaglia del Presidente della Repubblica. Dedicata al tema “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori” la manifestazione mette i saperi umanistici e sociali al centro delle sfide del nostro tempo: dalle guerre alle disuguaglianze, dall’intelligenza artificiale alla democrazia, fino alla cura e alla sostenibilità.
Corinaldo avvia un importante percorso di rinnovamento dei propri servizi di accoglienza e di valorizzazione del patrimonio storico e culturale. L'iniziativa unisce la riapertura dello storico Teatro Carlo Goldoni, riqualificato grazie al bando della Regione Marche per la valorizzazione dei teatri storici, al rilancio dell'accoglienza fisica con il nuovo Ufficio IAT e lo spazio per le eccellenze locali "Corinaldo Tipica". A questa dimensione si affianca una nuova identità visiva, sostenuta dal portale turistico e da due web app dedicate all'esplorazione del centro storico e ai percorsi di cicloturismo, progettate per accompagnare cittadini e visitatori prima, durante e dopo la visita.
A Treia la biodiversità agraria non è solo un tema da raccontare, ma una realtà che si coltiva e si custodisce. Dall'8 al 10 ottobre 2026 Villa La Quiete, nota anche come Villa Spada, ospita Physis un’iniziativa promossa dal Comune di Treia e AMAP Marche che unisce ricerca scientifica, tutela delle varietà agricole e degli agricoltori custodi. Il termine greco Physis richiama la concezione filosofica della natura come realtà prima e fondamentale, principio e origine di tutte le cose. È proprio questo lo spirito guida dell'iniziativa concepita come momento di lavoro, confronto e divulgazione interamente dedicato alla biodiversità agraria delle Marche.