La fotografia di Giorgio Cutini in mostra ad Ancona

Alla Mole Vanvitelliana oltre 200 scatti inediti per un viaggio visivo tra le stagioni della vita, tra introspezione, paesaggio e memoria

Dal 18 luglio al 30 settembre 2025, la Mole Vanvitelliana di Ancona ospita la mostra Giorgio Cutini. Canto delle Stagioni, una grande antologica dedicata a uno dei protagonisti più significativi della fotografia italiana.

Curata da Gabriele Perretta e organizzata dal Consiglio Regionale delle Marche, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona, l’esposizione presenta oltre 200 opere fotografiche, molte delle quali inedite, che ripercorrono alcuni momenti essenziali della carriera del fotografo perugino.

La mostra è realizzata con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura.

L’inaugurazione della mostra è prevista per il 18 luglio, con una conferenza stampa alle ore 11 presso la Sala Boxe della Mole e, a seguire, l’apertura ufficiale su invito alle ore 12.

Il tema della mostra: uno sguardo che diventa universale

Il percorso espositivo, pensato come un viaggio attraverso le stagioni della vita, è anche un’indagine profonda e personale, in cui lo sguardo dell’artista diventa universale. «Il Consiglio regionale è da sempre vigile ed attento a valorizzare ogni forma artistica – afferma il Presidente del Consiglio regionale delle Marche, Dino Latini.

Questa volta sosteniamo convintamente la mostra fotografica Giorgio Cutini. Canto delle Stagioni, un vero e proprio viaggio attraverso immagini. Gli scatti esposti ci invitano a riflettere sulla nostra esistenza, ci mostrano gli aspetti esteriori e interiori della nostra età evolutiva, ci fanno apprezzare i momenti vissuti e ancora da vivere attraverso una profonda comprensione degli stati più difficili: l’inquietudine, la solitudine, l’insicurezza».

Anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Marta Paraventi, sottolinea il valore dell’iniziativa: «È un grande piacere accogliere e sostenere un progetto espositivo di straordinaria intensità come Cutini. Canto delle stagioni nella suggestiva cornice della Mole Vanvitelliana. La mostra rappresenta infatti non solo un viaggio artistico, ma anche una profonda riflessione sull’esistenza, sul tempo e sull’identità dell’uomo: un evento che accende la stagione estiva della Mole ed è al centro della sua ricca e plurale offerta».

Le opere esposte

La mostra si snoda attraverso le sale della Mole con una suddivisione tematica, mettendo in luce le serie che più definiscono lo stile di Cutini: sempre lontano dai cliché visivi, interessato a ciò che il paesaggio muove nell’animo, in uno sguardo visionario e profondamente intellettuale.

Tra le serie presenti in mostra:

  • Inquietudine, che racconta il rapporto irrisolto tra natura e artista, uno spazio dove il desiderio di controllo cede il passo a meraviglia, disagio e sorpresa.
  • Silenzio, una riflessione sull’assenza, evocata attraverso l’immagine del padre perduto e l’uso radicale del bianco e nero. Il silenzio si fa vertigine nei paesaggi dell’Appennino, metafora di uno stato dell’anima.
  • Egl’io, dove la solitudine si traduce in un dialogo con la natura e con l’archetipo dell’albero, simbolo di identificazione e riflessione interiore.
  • Requie(m), il lavoro più recente, costruisce un paesaggio di quiete e spiritualità essenziale, dove il nero non è negazione ma rivelazione, e la fotografia diventa apertura a un’immagine possibile.

Spiega Gabriele Perretta, curatore della mostra: «Giorgio Cutini ha fissato le intensità del grigio, del nero, ma anche gli intervalli armonici, il pensiero senza parole, l’ombra del vento, tenendo sempre la physis come spazio privilegiato per l’osservazione della realtà, oltre che del suo paesaggio agreste. Giorgio Cutini ‘tratta’ il suo lavoro come un manifesto, esponendo le sue convinzioni in maniera diretta, vera e colta, rivoluzionando così il ruolo della fotografia e di quella che oggi, in maniera negativa, è precipitata nel contraddittorio post-fotografico».

E aggiunge: «Tutto quello che l’autore scatta si identifica con lui, comprendendo nella sua identità anche una fase di compenetrazione col paesaggio, ovvero il geologico, la vegetazione e la terra. Il Canto delle stagioni espositivamente si articola come metafora percettiva nella sua interezza e, al tempo stesso, è anche un viaggio fatto di visioni o di affreschi dell’immaginazione. Il viaggio si ammanta della dimensione dell’infinito, ossia dell’oltre, dell’incommensurabile e del dialogo con l’altro».

La biografia

Classe 1947, Giorgio Cutini si avvicina precocemente alla fotografia di ricerca, grazie anche all’esperienza maturata in ambito pubblicitario. Parallelamente sviluppa una brillante carriera chirurgica, che lo vede impegnato già da studente nella documentazione visiva delle operazioni chirurgiche.

Negli anni Settanta recupera il cosiddetto “fotogramma di scarto”, ispirato dalle “verifiche” di Ugo Mulas: gli scatti involontari diventano tracce libere da stereotipi, e confluiscono nella sua prima esposizione Fotogramma recuperato (1973–82).

Negli anni Ottanta, pur attraversando una fase critica dopo la “morte dell’arte” teorizzata da Argan, Cutini reagisce riaffermando la vitalità dell’atto creativo, superando la fissità e introducendo il movimento come principio vitale della fotografia.

Negli anni Novanta avvia un dialogo profondo con Mario Giacomelli ed Enzo Carli, culminato nel Manifesto Passaggio di frontiera (1995), che segna una svolta nella sua ricerca. Da quel momento, la fotografia per Cutini diventa una traccia della relazione con il mondo, una soglia aperta sul possibile, su ciò che non è ancora visibile, ma può esserlo grazie all’esperienza.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Ephemeria, con testi di Gabriele Perretta, Gilberto Marconi, Flavia Orsati, Enzo Carli e Giorgio Cutini.

Informazioni utili

Giorgio Cutini. Canto delle Stagioni
Sala Vanvitelli – Mole Vanvitelliana, Ancona
18 luglio – 30 settembre 2025

Orari:
Tutti i giorni dalle 17 alle 21 (chiuso il lunedì)

Biglietti:

  • Intero € 8
  • Ridotto € 5: residenti, studenti, over 65, under 25, possessori di card (Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, FAI, Italia Nostra, Touring Club, ICOM, ACI), famiglie con minori, clienti di ristoranti di Ancona, turisti che soggiornano almeno una notte nelle Marche, visitatori accompagnati da residenti ad Ancona.
  • Gratuito: under 16, giornalisti con tesserino, guide turistiche abilitate, ospiti per almeno due notti ad Ancona, disabili e accompagnatori.

Visite guidate (su prenotazione):
Tutti i giorni dalle 18 alle 20:30, visita della mostra e del marciaronda con vista su Ancona (€ 10, minimo 10 persone). Possibilità di aperitivo presso The Mole – Caffè Letterario a € 10 anziché € 15.
Prenotazioni: 333 6166898 – pinacoteca@anconaservizi.it

Reciprocità di ingresso ridotto con la Collezione Design del Museo Statale Tattile Omero.

Contatti:
T. 333 6166898 / 071 2226625-6626
E-mail: pinacoteca@comune.ancona.it

Ufficio stampa:
Maria Chiara Salvanelli | +39 333 4580190 | mariachiara@salvanelli.it
Anna Chiara d’Aloja | +39 329 3961225 | annachiara@salvanelli.it

FMC Fondazione Marche Cultura

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